17 ottobre 2013

PIACENZA: AVEVA MIGLIAIA DI FOTO PEDOPORNOGRAFICHE CONDANNATO A 3 ANNI

Migliaia di foto pedopornografiche nel pc: piacentino condannato a tre anni

Assolto dall'accusa di divulgazione del materiale. l'imputato quarantenne era già stato condannato per fatti analoghi

Piacenza - Tre anni di reclusione e 5mila euro di multa. Si è concluso così questa mattina il processo a carico di 43enne piacentino accusato di detenzione di materiale pedopornografico.

Assolto, invece, dall’accusa di divulgazione dello stesso materiale. Nel computer del piacentino erano state scoperte 18mila immagini dai soggetti purtroppo inequivocabili ed era stato arrestato lo scorso giugno dalla polizia. Il pm aveva chiesto la condanna a 5 anni e 36mila euro di multa.

Ricordiamo che l’uomo qualche anno fa era già rimasto coinvolto in una vicenda analoga. 


Cinque anni di reclusione più il pagamento di 36mila euro di multa. Questa la richiesta formulata dal piemme Michela Versini nei confronti di un piacentino di 40 anni (M.S. le sue iniziali) accusato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Le indagini erano cominciate da una segnalazione alla squadra mobile di Piacenza. Secondo la polizia l'uomo scaricava foto e filmati che ritraevano bambini piccoli in costume o seminudi. L'uomo era già finito in manette nel 2002 per atti sessuali con minorenne. La perquisizione domiciliare e informatica aveva permesso di ritrovare un ingente quantitativo di materiale pedopornografico: oltre 18.000 fotografie, alcune delle quali venivano condivise su internet. L'avvocato difensore, Lorenza Dordoni, ha chiesto il minimo della pena. La sentenza (collegio giudicante composto da Maurizio Boselli, Elena Stoppini e Italo Ghitti) è prevista per il 15 ottobre. 
Fonte Piacenza 24

 

ARRESTATO 50 ENNE CHE DETENEVA FOTO PEDOPORNOGRAFICHE NEL PC

Foto pedopornografiche nel pc 

Arrestato insospettabile 50enne

 


Prato, 12 ottobre 2013 - Immagini raccapriccianti, disgustose, trovate a centinaia nel computer di un insospettabile che adesso è finito in manette con una delle accuse più infamanti che ci siano: detenzione di materiale pedopornografico. L’arresto è stato eseguito giovedì da parte della polizia postale di Roma, arrivata "in trasferta" a Prato inizialmente solo per eseguire una perquisizione. Da parte degli inquirenti c’è assoluto riserbo sulle indagini, per cui non è possibile sapere se quel controllo domiciliare sia stato disposto nell’ambito di un’operazione più vasta o se sia stato mirato precisamente su quel soggetto.
Quello che si sa è che la Postale si è presentata a casa dell’uomo giovedì all’alba, spulciando il suo computer. L’indagato ha 50 anni, è pratese e fa il camionista. Nel pc sono state trovate diverse centinaia di fotografie inequivocabili: materiale pornografico di stampo pedofilo, non "solo" immagini di bambini nudi (che già di per sé sarebbe sufficiente per procedere alla medesima accusa), ma, se possibile, ancora peggio. Atti sessuali espliciti nei confronti di soggetti anche in tenera età. Una volta rinvenuto il materiale gli agenti romani hanno proceduto all’arresto. Per quanto riguarda le indagini, la notizia di reato è piovuta sul tavolo del magistrato di turno, il sostituto procuratore Benedetta Foti. Il fascicolo, tuttavia, è destinato a prendere la strada di Firenze perché per i reati del genere è competente la procura distrettuale del capoluogo. Ovviamente le immagini pedopornografiche sono state sequestrate dai poliziotti insieme al computer.
Fonte La Nazione

 

13 ottobre 2013

INSEGNATE AI VOSTRI BAMBINI AD AMARSI!

Insegnate ai vostri bambini ad amarsi!

 

 

L’intero sistema educativo è una tragedia e si basa su insegnamenti validi per tutti.
le stesse materie gli stessi programmi e gli stessi esami validi per milioni di bambini diversi,
diversi per stato sociale, economico, culturale, religioso
gli stessi identici esami senza variazioni.
come se i bambini fossero nati tutti dallo stesso identico stampino.
ognuno con la stessa barbie…tutti uguali.
stiamo solo creando robot per riuscire poi a controllarli tutti
per riuscire a dirigerli in questa nostra società piena di condizionamenti
tutta la gente deve adattarsi allo stesso modello sociale,
c’è poco da meravigliarsi poi se questa umanità è confusa,
frammentata e in lotta con se stessa…sempre in guerra
nessun bambino ama se stesso…nessun bambino si accetta, nessuno bambino può essere se stesso nessun bimbo si ama
ma nel profondo sa che è stato schiacciato da un sistema educativo che lo riempie di immondizia e lo fa allontanare dalla sua vera natura deve fare il meglio che può e sarà ricompensato con un diploma inutile che gli permetterà di lavorare.
State dicendo ai vostri figli che sono stupidi e che necessitano di essere istruiti
che non sanno niente…che il modo in cui sono è sbagliato
e che non c’è ricompensa senza sforzo e sacrificio
separati dalla loro infanzia imparano ad odiare e a fare sorrisi di convenienza,
odiano se stessi per compiacere i loro cari genitori, gli amabili insegnanti, gli adulti, la società, la nazione.
odiano i loro genitori e gli adulti per averli spinti contro la loro natura e per avergli insegnato a sorridere come Jimmy Carter.
mandano sorrisi a tutti…ma quei sorrisi fanno male dentro…hanno un costo.
nessun bambino si accetta per ciò che è e non potrebbe visto che è considerato una nullità…a causa di motivi stupidi e senza senso ma che gli adulti ritardati considerano importanti e vitali:
non piangere sii uomo…vivi per la società…vivi per qualcun altro…sacrificati…
vai in guerra e combatti per la tua nazione!
nessun bimbo può essere se stesso:
deve diventare questo o quell’altro…deve diventare come quel famoso presidente
o come quel famoso dottore o come quel famoso uomo politico
o come qualsiasi altra persona…eccetto che come se stesso
la prima lezione della vita…l’unica cosa di valore
amati…accettati…sii te stesso

10 ottobre 2013

“SALVIAMO HOUDA EMMA KHARAT”



“SALVIAMO HOUDA EMMA KHARAT”

 


Lettera Appello per la piccola Houda Emma Kharat alla Presidente Laura Boldrini: la risposta della Presidente




----- Original Message -----  
From: passaseo aurelia  
To: La Presidente Laura Boldrini
Cc: laura.boldrini@camera.it ; passaseo aurelia; stefano.barricelli@agi.it; stefano.barricelli@gmail.com
Sent: Saturday, August 10, 2013 7:16 PM
Subject: LETTERA APPELLO PER LA PICCOLA HOUDA KHARAT
 
Gentile Presidente, 
mi chiamo Aurelia Passaseo e, sono presidente del Ciatdm (Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori) che ha sede a Pordenone. Mi rivolgo a Lei in quanto donna, mamma e, terza carica dello Stato ma, sopratutto mi rivolgo a Lei ed alla Sua sensibilità di madre affinchè lo Stato aiuti una mamma che da oltre un'anno e mezzo non vede più la sua piccola bambina perchè rapita dal padre siriano per vendicarsi della sua ex moglie in data 18 dicembre 2011 e portata in Siria sotto le bombe.  La bambina oggi ha tre e mezzo circa e di lei si sono perse le tracce da quel fatidico 18 dicembre 2011.
Mi preme sottolineare che sono pienamente coscente che la situazione in Siria non è ottimale per noi perchè non vi è in loco nessun rappresentante dello Stato Italiano in quanto la nostra Ambasciata è chiusa, però sono convinta che il nostro Stato debba far qualcosa per la piccola Houda Emma Kharat che è solo ed esclusivamente cittadina Italiana anche se riconosciuta dal padre che, però non ha provveduto a trascrivere l'atto matrimoniale nel suo Paese di origine e, per tale motivo la bimba non ha la doppia nazionalità.
Il Ciatdm segue il caso della piccola Houda Emma e della sua mamma Alice Rossini sin dall'inizio della vicenda sollecitando le forze politiche ad occuparsi di questa vicenda e, le risposte che sono state date dal Ministero Affari Esteri prima con il Governo Monti poi oggi , con il Governo Letta alle varie interrogazioni parlamentari sono sempre le solite e cioè il solito rituale copia incolla preconfezionato e firmato dai vari Sottosegretari o Vice Ministri di turno. Queste risposte non solo non soddisfano sicuramente la mamma in quanto non rispondono ai vari interrogativi e lacune che vi sono state al momento dell'imbarco aereo del padre con la bambina ma, neppure il Ciatdm .
Siamo dispiaciuti nel sentire le dichiarazioni che il  Ministro Bonino rilasciata alla stampa ai  vari TG di Stato e non circa le situazioni del giornalista Quirico e del sacerdote Dall'Oglio e nulla, nemmeno una parola sulla piccola Houda Emma Kharat. Quale è la distinzione tra i nostri due connazionali illustri come Quirico,  Dall'Oglio e la piccola Houda Emma? 
E' una domanda che più volte mi sono posta e a cui ho solo saputo dare una risposta che, per le nostre  Istituzioni, per lo Stato ci sono cittadini di serie A e di serie B e, la piccola Houda Emma, la sua mamma,  purtroppo è triste pensarlo, dirlo e constatarlo sono cittadini di serie B.
Auspico che Lei voglia adoperarsi attraverso le Sue conoscenze e canali di quando era Commissario dell'Onu per i rifugiati per aiutare concretamente mamma Alice Rossini a riabbracciare quanto prima la sua piccola Houda Emma che, sicuramente porterà su di sè tutti i traumi devastanti subiti dall'allontamento della sua mamma e da una guerra che certamente non è la sua. Sono a Sua disposizione se lo desidera non solo a fornirLe tutta la documentazione sul caso ivi compresa copia di una petizione popolare di iniziativa del Ciatdm, ed, a metterLa in contatto con mamma Alice qualora Lei desiderasse non solo parlarle ma incontrarla di persona per darle tutto il sostegno dello Stato che sino ad ora ha latitato .
Non mi divulgo oltre e, confidando nella Sua sensibilità  nel ringraziarLa anticipatamente per quanto potrà fare e farà per la nostra piccola Houda Emma Kharat e la sua mamma, colgo l'occasione per porgerLe cordiali distinti saluti .
Il Presidente Ciatdm  Aurelia Passaseo  a_ciatdm@yahoo.it       
 
----- Original Message -----  
From: "La Presidente Laura Boldrini"  laura.boldrini@camera.it
To: passaseo aurelia  a_ciatdm@yahoo.it 
Sent: Wednesday, September 11, 2013 12:59 PM
Subject: Rif: LETTERA APPELLO PER LA PICCOLA HOUDA KHARAT 
 
Gentile dott.ssa Passaseo,
il suo messaggio, come può immaginare, mi ha molto colpita.
Come lei saprà, il mio ruolo in vicende di queso tipo è limitato. Tuttavia, ho richiesto informazioni sul caso al Governo, anche se – come lei sottolinea nel suo messaggio – attualmente non vi è una sede diplomatica italiana a Damasco. Ho inoltre preso contatto con i miei ex colleghi presso l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), pregandoli di fare da tramite tra la signora Rossini e gli uffici dell’UNHCR nei Paesi confinanti con o vicini alla Siria, nella speranza che la bambina sia fuggita dalla Siria e che si trovi al sicuro in Turchia, Giordania, Iraq, Libano o Egitto.
La prego di far sapere alla signora Rossini che l’abbraccio e che le sono vicina.
Un caro saluto,
Laura Boldrini 

INTERVISTA RILASCIATA AL CITTADINO DI MONZA DA AURELIA PASSASEO PRESIDENTE CIATDM



 

09 ottobre 2013

USMATE VELATE: PICCHIA COMPAGNA E FIGLIO, ARRESTATO

USMATE VELATE: PICCHIA COMPAGNA E FIGLIO, ARRESTATO

 


Prima ha minacciato la compagna con un coltello, poi l’ha presa a calci e pugni. Non contento, ha picchiato anche il figlio di un anno. Protagonista A.S., 33enne residente ad Usmate – Velate ora in stato d’arresto per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. La vicenda si è svolta ieri sera, quando i carabinieri hanno ricevuto una segnalazione di lite in famiglia.
Arrivati sul posto, hanno visto che la situazione era anche più seria perché nel corso della lite l’uomo aveva estratto il coltello e poi aveva picchiato sia la donna sia il bimbo di un anno che le stava in braccio. I militari hanno arrestato immediatamente il 33enne trasferendolo in carcere, mentre madre e figlio sono stati trasferiti all’ospedale di Vimercate dove i sanitari hanno riscontrato lesioni lievi per entrambi al corpo e al capo.

fonte Nuova Brianza

04 settembre 2013

SANGUE INFETTO 60 MILA CASI IN ITALIA



Sangue infetto, 60 mila casi in Italia:
«Lo Stato italiano paghi gli indennizzi» 

STRASBURGO - Gli italiani infettati da trasfusioni di sangue o da prodotti da questo derivati hanno vinto oggi la loro battaglia a Strasburgo. La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che lo Stato deve versare a tutti gli infettati l'indennità integrativa speciale prevista dalla legge 210/1992.
Il ricorso su cui si è pronunciata oggi la Corte dei diritti umani riguarda 162 cittadini italiani infettati da Hiv, epatite B o C dopo una trasfusione o somministrazione di emoderivati. Secondo quanto stabilito dalla legge 210 del 1992 hanno diritto, come altre migliaia di persone (una parte delle quali ha già presentato ricorso a Strasburgo) a un'indennità che deve essere rivalutata ogni anno in base al tasso d'inflazione. Ma le autorità italiane non hanno mai pagato la rivalutazione annuale - che costituisce la parte più consistente dell'indennizzo - e con il decreto legge n. 78 del 2010 l'hanno abolita. I ricorrenti non hanno ricevuto le somme che gli erano dovute per la rivalutazione annuale anche dopo che la Corte costituzionale italiana con una sentenza del 2011 ha dichiarato incostituzionale il decreto legge del 2010.
Un provvedimento, quest'ultimo, ora censurato anche dalla Corte di Strasburgo secondo la quale - in base a quanto scritto nella sentenza odierna - lo Stato italiano ha violato i diritti dei ricorrenti e di tutti coloro che si trovano nella loro stessa situazione. Secondo i giudici, in particolare, con il decreto del 2010 lo Stato ha solo voluto garantirsi un vantaggio economico nei processi intentati dai ricorrenti contro il mancato pagamento della rivalutazione dell'indennità. La sentenza 'pilota' odierna, sottolineano fonti della Corte, riguarda non solo i ricorrenti che hanno visto accolta la loro tesi, ma anche tutti gli altri italiani che si trovano nelle stesse condizioni. In base a quanto stabilito dai giudici di Strasburgo, lo Stato italiano avrà sei mesi di tempo, dal momento in cui la sentenza diventerà definitiva, «per stabilire una data inderogabile» entro cui s'impegna a pagare rapidamente le somme dovute. La sentenza non sarà comunque definitiva prima di tre mesi, ovvero il tempo a disposizione del governo italiano per chiedere la revisione del caso davanti alla Grande Camera della stessa Corte.

MILANO STUDENTE LINCIATO ALL'UNIVERSITÀ 2 ARRESTI

Milano, studente linciato all'università: due arresti

L'aggressione il 14 febbraio. Fermati giovani di 30 e 26 anni 

Due studenti universitari del movimento antagonista Assemblea di Scienze Politiche (che attualmente sta occupando alcuni locali dell'Università Statale di Milano), L.M. 30 anni e S.D., 26 anni, sono stati arrestati dai carabinieri del capoluogo lombardo con le accuse di lesioni personali gravissime e violenza privata aggravata per aver picchiato un altro studente la notte del 14 febbraio procurandogli anche una frattura cranica. L'aggressione, a cui avevano partecipato altri studenti non ancora identificati - hanno spiegato i carabinieri - ha uno sfondo politico.
PESTAGGIO EFFETTUATO CON «GRAVISSIMA VIOLENZA». Secondo l'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Cristina Di Censo su richiesta del pm di Milano, Piero Basilone, i due avrebbero avrebbero picchiato con «gravissima violenza» il giovane perché quest'ultimo aveva imbrattato un «manifesto» che avevano appeso colpendolo «ripetutamente con calci e pugni» e «cagionandogli lesioni gravissime consistite in una deformità fronto-orbitaria del capo (deformazione permanente del viso)».
Lo studente era stato aggredito all'interno dell'Ateneo e vicino al portone d'ingresso, dove era stato strascinato e lasciato a terra esanime, con una vistosa frattura cranica, tanto che gli aggressori ritenevano fosse morto.
LA VITTIMA NON AVEVA DENUNCIATO IL PESTAGGIO. Dopo due settimane, la vittima, che non si era fatta medicare, né aveva denunciato il pestaggio, era stata costretta ad andare al Pronto soccorso dell'ospedale San Paolo, dove era stato subito sottoposto ad un importante intervento chirurgico maxillofacciale ricostruttivo per curare le ferite. Lo studente aveva riportato la frattura della parete anteriore del seno frontale con una prognosi di guarigione di 68 giorni.
MINACCIATI ANCHE ALTRI STUDENTI. Nella mattina di mercoledì 4 settembre, i carabinieri di Milano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip sulla scorta delle indagini del pm Piero Basilone e del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, a capo del Dipartimento antiterrorismo della procura di Milano. Le indagini, oltre a identificare inequivocabilmente i due arrestati, hanno appurato che questi avevano anche minacciato altri studenti perché non rendessero dichiarazioni alle forze dell'ordine.