28 febbraio 2013

PEDOFILIA AL FEMMINILE

PEDOFILIA AL FEMMINILE. 



Il detto che bisogna aspettare il cadavere del nemico in riva al fiume, perchè prima o poi passerà, è forse il più “vero” che ci sia, come ha dimostrato la recente condanna in cassazione di Apolloni dei Falsi Abusi.
La Condanna restituisce subito un minimo di serenità ai bambini abusati ed alle loro famiglie (comprese quelle che non hanno avuto la forza di continuare l’iter processuale). Servirà invece molto tempo per risanare le bugie dette e la contaminazione a tappeto che ha portato la lotta alla pedofilia e la tutela dei bambini abusati indietro di almeno trent’anni: e di cui dovranno pagare!!!!!!!!!!
Contaminazione che è stata dagli stessi accreditata sempre alle vittime, quando invece era evidente a tutti quale fosse il gioco e l’obbiettivo finale: rifarsi una verginità, sulla pelle degli altri.
Tra le mille fandonie, che nei giorni a seguire andremo ad analizzare, come già promesso ieri, c’era anche quella per cui la pedofilia al femminile non esistesse. Come se questa affermazione, servisse poi a far assolvere le donne chiamate in causa dalle vere vittime.
Ieri da un’associazione inglese, in collaborazione con Scotland Yard è arrivata questa notizia:
nella sola Gran Bretagna 64.000 persone, ovvero il 20% dei 320.000 britannici sospettati di essere pedofili, sarebbero donne. La notizia giunge dopo che alcuni giorni fa una maestra d’asilo di Plymouth, aveva confessato i suoi reati: ovvero l’avere per circa 9 mesi molestato i bambini della sua scuola.
Ancora una volta alle farneticazioni di singoli individui, ben collegati tra di loro, rispondono le cronache.
A proposito di Scotland Yard, piccola parentesi. Una delegazione a giorni verrà ricevuta da Scotland Yard (prima associazione italiana a ricevere questo beneficio)….ma (anche ) di questo avremo modo di parlarne ;-)
Innanzitutto la maggioranza degli abusi perpetrati da donne non viene denunciato. La pedofilia al femminile è infatti ancora un grosso taboo culturale, difficile da scardinare, e rafforzato dalla vergogna della vittima di chiedere aiuto, ma anche dall’elevata sofferenza che impedisce ogni azione specialmente quando l’abusante, ad esempio, è la propria madre (2% dei casi in Inghilterra).
Elena Martellozzo di Scotland Yard è intervenuta al corso per presentare la ricerca “Blue Island” realizzata proprio dalla Polizia inglese.
Durante tale ricerca sono state intervistate in carcere 18 donne, condannate per abusi a danno di minori.
In tutti i casi le loro vittime erano state ancora più isolate, di quanto normalmente non accada per la difficoltà a credere tali donne come delle predatrici. Inoltre si è riconfermato che l’equazione bimbo abusato adulto abusante era errata non avendo avuto nessuna di queste un passato di vittima.
La percezione sociale presenta le donne come “sessualmente inoffensive”, ancorate “ad un istinto di protezione” che allontana l’idea di vederle come abusanti. Invece una piccola ma significativa percentuale di donne abusano sessualmente. Il fatto che non se ne parli rende le vittime ancora più isolate e sole.
Uno studio scientifico canadese, presentato in una conferenza a Toronto ha dato un quadro preciso della situazione:
5 milioni di canadesi sono stati abusati da piccoli: la percentuale è di un bambino su 7 ed una bambina su 4. Il 10% degli abusanti era di sesso femminile. Bassa percentuale, certo, ma che porta il numero totale a ben 500mila vittime della pedofilia al femminile.
Se il dato vi sembra esagerato, dicono i ricercatori, immaginiamoci che solo l’1% delle vittime siano state abusate da donne, bene il dato è di “sole” 50mila vittime.

COSI LE MAESTRE MAMME DIVENTANO MAESTRE_STREGHE

Così le maestre-mamme diventano maestre-streghe 

È arrivato il momento di capire cosa stia succedendo alle nostre maestre. L'82% della popolazione docente è al femminile. Le abbiamo vissute come fossero sostitute delle nostre mamme, famose per la loro capacità d'amore e d'accoglienza. Ma hanno mediamente 50 anni. Età a rischio. Correlata alla menopausa e alla depressione. Anni di servizio alla spalle prestati in una scuola attraversata da riforme che si susseguono senza risolvere il problema del precariato. Forse, anche per questo, alcune di loro stanno diventano l'incubo dei nostri bambini. Compiono un reato che non è abuso di mezzi di correzione, ma un delitto ben più grave ed orrendo: maltrattamenti; messi in atto attraverso comportamenti vessatori e persecutori, fatti di aggressività fisica e psicologica. 
Perché? Una domanda che Ilaria si deve essere posta migliaia di volte guardando la videoregistrazione di suo figlio e della sua maestra all'interno dell'asilo Cip e Ciop. «L'ho visto prendere le botte, provare a ribellarsi, piangere disperato stando seduto immobile per ore sulla stessa mattonella, senza fiatare, senza una matita colorata su cui fare un disegno. Senza giocare e sorridere, implorare l'acqua indicando con la mano la bottiglia a distanza di sicurezza con il terrore negli occhi e nessuno in suo aiuto, neanche io…».
Sensi di colpa: Ilaria dice di averne avuti di pesanti come macigni. Il suo piccolo è entrato in quell'asilo dell'orrore che aveva solo 7 mesi e ne è uscito che aveva 3 anni. «Tommaso sta meglio ora. Compirà 5 anni tra poco. Nonostante la psicoterapia settimanale conserva ancora le sue paure, le angosce. Iperattività alternata ad una profonda insicurezza di se, cicatrici ancora presenti». Dopo circa un anno dal caso Cip e Ciop è la volta dell'asilo nido «Il paese delle meraviglie» a Pinerolo. Alice ovviamente non c'è e bambini piccolissimi sono picchiati e rinchiusi al buio, obbligati a mangiare cibo vomitato. Strattonati e gettati a terra, ancora una volta con violenza inaudita. Ilaria racconta come guardare quel video sia stato il dolore più grande della sua vita ma allo stesso tempo necessario perché le ha permesso di avere un quadro chiaro della situazione e quindi di prendere i provvedimenti necessari ad affrontare processo, perizie e quanto segue ad un evento di questa portata. Drammi consumati in pochi mesi in almeno 20 asili in Italia (ma il timore è che possa accadere o accada anche e segretamente in altre scuole). La perizia richiesta dal giudice che si occupa del caso Cip e Ciop ha stabilito che le maestre erano in grado di intendere e di volere. Non presentano patologie psichiatriche che possano giustificarne il comportamento. Sapevano cosa facevano e conoscevano il valore sociale degli atti da loro compiuti, distinguendo perfettamente ciò che è bene da ciò che è male. E allora? Non ha dubbi il dottor Lodolo D'oria che nel suo libro «Pazzi per la scuola» racconta dei suoi tanti incontri con queste docenti che lui diagnostica come burnout: anime bruciate da una patologia legata alle professioni di aiuto come è quella d'insegnamento «M. C. si è rivolta a me dopo aver picchiato due bambini. Ha un disturbo bipolare grave ed una storia familiare devastante. Con difficoltà siamo riusciti ad ottenere dalla Commissione Medica di Verifica di Brescia il suo prepensionamento. I medici volevano darle soltanto una temporanea inidoneità». Una persona con disturbo bipolare alterna fasi di depressione a fasi di euforia. Mettere a punto una terapia è difficile e nel caso di M.C. sono necessari due ricoveri annui. Sono giudicati idonei al lavoro anche insegnanti con disturbo borderline, malattia caratterizzata da una instabilità pervasiva dell'umore «per quanto riguarda il disturbo bipolare, se questo è tenuto sotto controllo farmacologico e psicoterapeutico, e c'è estrema consapevolezza di malattia, forse si può parlare di compatibilità, mentre per quanto riguarda il disturbo bordeline, dove sono presenti momenti di rabbia immotivata ed intensa, è da vagliare davvero molto molto attentamente» spiega la psichiatra e psicoterapeuta Anna Maria Benedetto.
Secondo la psichiatra Lodolo D'Oria queste storie e le relative dinamiche, cosi simili l'una alle altre, testimoniano il fatto che alla base di tutte ci sia un elemento comune: l'insegnamento logora, e in alcuni casi provoca disagio mentale profondo i cui sintomi sono gravi: attacchi di panico, aggressività verso colleghi ed alunni, manie di persecuzione, malesseri fisici di natura psicosomatica ed in casi estremi anche l'insorgere di patologie oncologiche. La cosa che stupisce di più è la capacità di queste insegnanti di fingersi buone docenti: «All'esterno sono ineccepibile perché aderiscono rigidamente alle regole ma non reggono le frustrazioni e per loro un bambino che non ubbedisce è frustrante».
Attenti dunque alle insegnanti borderline; e ancora più spesso alla scuola bordeline.

IL NOSTRO APPELLO ! GLI ABUSI NEI COLLEGI


Raccontateci gli abusi nei collegi:
il nostro appello a cui state aderendo in massa.



C’è il bambino che giocava con un trenino bellissimo, “il trenino più bello del mondo, un sogno” che in quanto tale “svaniva subito, come neve al sole”. “Ci portavano in stanze pulite e bellissime, piene di giochi, con le lenzuola che profumavano di fresco bucato ed io che sognavo di fare il capostazione giocavo con un trenino vero, tutto mio”.
Però la cosa durava il tempo dell’ispezione. Pie benefattrici e misericordiosi benefattori visitavano l’orfanotrofio, lasciavano grosse banconote e se ne andavano, con la coscienza pulita (“se solo ci avessero guardati negli occhi”).
E voi? Chiedo. “E noi ce ne tornavamo nelle fredde camerate, tra le pozze di piscio ed i topi e del trenino, così come degli orsetti o delle bambole, nemmeno l’ombra. I più fortunati avevano tappi di sughero da legare con dei legnetti per far diventare fantasmi di trenini”.
“Forse anche per questo oggi, per i miei nipoti, ho costruito un plastico pieno di trenini che occupa tutta la mansarda di casa”.
C’è la bambina che aveva le treccine, “lunghe, bellissime, non sai quanto
” e la voce si rompe dall’emozione a tal punto che devo interrompere la telefonata e aspettare che mi richiami.
Me le tagliarono, quando capirono che mi trovavo bella. Anzi a dire il vero mi diedero le forbici e davanti allo specchio dove mi avevano trovato nel grave atto di specchiarmi ammirata, mi obbligarono a tagliarmele da me. Piansi e per questo saltai per due giorni pranzo e cena. Da allora soffro di una grave forma di malattia della pelle, che mi colpisce solo la testa e per uscire di casa sono sempre stata obbligata a indossare degli ampi foulard, simili a turbanti. E sì che sono passati più di 50 anni….
Nel giro di un’ora  da quando abbiamo lanciato via blog l’appello, i contatti erano saliti a quasi 14mila. E alle 3 di stanotte spegnevamo il computer della sede dopo aver stampato non so più quante testimonianze, che arrivano anche in questo momento mentre postiamo questo articolo.
Continuate a mandarcene. A scriverci o chiamarci.
Per ridare voce, ma soprattutto giustizia, a quei bambini, che per decenni sono stati trattati da oggetti, nelle mani di impuniti assassini. Già assassini: assassini della loro infanzia.



ADOTTA UNA BIMBA PER DARLE UNA VITA MA...


Adotta una bimba rumena per darle nuova vita? Macchè, per abusarla.


 Cercavamo di parlare della situazione dei bimbi della Romania e accadde il finimondo. Governo rumeno riunito d’urgenza e non ricordiamo più quante puntate della trasmissione, dedicate al tema, con ministri ambasciatori e quant’altro. Accadeva più di 10anni fa, ma il problema resta, oggi come allora lo stesso. Identica la risposta ufficiale (il problema non esiste) identica quella sociale (…..) e intanto migliaia di bimbi sopravvivono in condizioni infernali.
Un italiano, originario della Sicilia ma residente a Parma con la moglie (le cui generalità non sono state rese note) è stato condannato in primo grado a 7 anni di reclusione, con l’accusa di “violenza sessuale su una bimba di anni7”.
Questi i fatti: nel 2006 con la moglie consoce una donna poverissima che in Romania non riesce a mantenere i propri figli (ne ha 6). Dopo una assidua frequentazione (sic) la coppia porta la bambina in Italia. Di fatto con una sorta di affido non riconosciuto da nessuno, né in Romania né in Italia e pertanto illegale.
Malgrado questa evidenza carenza (se penso a quanta gente da anni invecchia dentro polverose liste d’attesa, facendo colloqui su colloqui per dare un futuro ai bimbi negli istituti…..) la coppia italiana iscrive regolarmente la bambina a scuola.
Fino a quando, per fortuna, una maestra attenta fa una segnalazione. La bimba si esprime con un “pesante linguaggio carico di riferimenti sessuali e parolacce”.
Dopo le indagini di rito si arrivano a smascherare gli abusi (la piccola veniva costretta anche a guardare video pornografici) ed al processo con relativo finale sopra citato: 7 anni.
Non sappiamo che parte in tutto questo abbia fatto la madre italiana. Né quella d’origine ma soprattutto non sappiamo dove sia oggi la bimba. Non mi stupirei l’avessero rispedita a casa in quanto straniera non in regola…
A lei resta quello che in passato abbiamo riscontrato purtroppo in altri bambini. Adottati (quelli in modo legale!), e grazie all’adozione sottratti a situazioni di abuso, per ripiombare poi in un mondo nuovo ma purtroppo per loro ancora abusante. Trovandosi a vivere a 4 o 5 anni il peggio di 10 vite. E sviluppando così l’idea che forse, davvero, tutti gli adulti sono pedofili……..

VIDEO DENUNCIA TURISMO SESSUALE SU MINORI


TURISMO SESSUALE A DANNO DEI MINORI - VIDEO DENUNCIA











Fenomeno 

Oggi il turismo sessuale con bambini è un problema globale. Il crescere del turismo di massa e dei voli a basso costo, rendono alla portata di tutti un viaggio verso mete esotiche e lontane dal proprio Paese. Internet facilita la conoscenza delle nuove mete e la condivisione di materiale pedopornografico. La situazione economica del “cliente” e quella del minore posto in vendita aumenta la disparità tra il cosiddetto nord da tutti i “sud” del mondo. Si aggiunga, a tutto ciò, una specifica sui nostri connazionali, turisti del sesso con bambini. Negli ultimi anni hanno scalato pesantemente i primi posti di questa terribile "classifica". Se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in luoghi come il Kenya.
Ma chi sono i turisti sessuali? I turisti sessuali (1) a danno di minori possono essere sposati o single, maschi o femmine (anche se la maggioranza sono maschi) stranieri o locali, ricchi o turisti con budget limitato. Possono avere un alto livello socio-economico o provenire da un ambiente svantaggiato. Anche se non ci sono particolari distinzioni nei modelli di comportamenti sociali o specifici manierismi, è possibile separare i turisti sessuali in tre distinte categorie: turisti sessuali occasionali (spesso in quel Paese per lavoro), la maggioranza ; turisti abitudinari (acquistano residenze che abitano in alcuni periodi dell’anno); pedofili. L'età del turista sessuale si è abbassata (tra i 20 e i 40 anni) e non corrispondendo  più esclusivamente al vecchio cliché del pedofilo classico(2).
I motivi che inducono un turista sessuale ad andare alla ricerca di sesso da bambini e adolescenti sono: l’anonimato e l’impunità; la ricerca di nuove esperienze, classico di un ”consumismo sessuale”; la discriminazione che sconfina nel razzismo; la difficoltà nello stabilire rapporti paritari con le donne; la falsa credenza che fare sesso con bambini sia a minor rischio AIDS.
Stime
Non è possibile quantificare esattamente quanti siano gli italiani turisti del sesso con bambini e adolescenti.
Si stima che siano 80.000 gli italiani che partono alla ricerca di sesso con minori. Il 60% sono occasionali, così li definisce ECPAT, il 35% abituali e solo il 5% pedofilo. (nota 3)
In Kenya, un rapporto UNICEF, rileva che il 38% dei clienti dei minori fatti prostituire sono locali, seguiti dagli occidentali: italiani 18%; tedeschi 14%; 12% svizzeri; 8% francesi.
Partenze. Dall’Europa: Germania, Olanda, Regno Unito, Francia, Belgio, Spagna, Italia. Dalla regione America: Stati Uniti, Canada, Brasile. Asia: Giappone, Taiwan. Africa: Repubblica Sudafricana: Oceania: Australia
Destinazioni prevalenti. Asia: Thailandia, Vietnam, Laos, Cambogia, Filippine, Nepal, Pakistan, Russia, Taiwan, Cina, Sri Lanka, India, Indonesia. America Latina: Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, Messico, Venezuela, Cuba. Africa: Kenia.


 Paolo Colleoni & Marinaio

SIRACUSA, ABUSI SESSUALI SU UNA 21ENNE


SIRACUSA, ABUSI SESSUALI SU UNA 21ENNE, ARRESTATO DON GAETANO INCARDONA -FOTO

  

Giovedì 28 Febbraio 2013 



PALERMO - Arrestato per violenza sessuale l'arciprete della chiesa madre di Augusta (Siracusa), Gaetano Incardona, 73 anni. L'arresto è stato eseguito dai carabinieri, su ordine del Gip che ha accolto la richiesta del pm di Siracusa Antonio Nicastro.
L'indagine è partita dalla denuncia di una fedele di 21 anni, baciata e palpeggiata più volte dal prete nella sacrestia dove la ragazza si recava per confessarsi. Le indagini, dicono i carabinieri, anche alla luce di alcune testimonianze, hanno consentito di riscontrare quanto denunciato dalla vittima. Il prete è ai domiciliari e nei prossimi giorni sarà interrogato dal Gip.
Fonte Leggo 

 

TORINO ADESCA 15 ENNE SU FACEBOOK E..


Torino, adesca 15enne su Facebook e chiede foto e video hot: denunciato


TORINO – Ha adescato una ragazzina di 15 anni chiedendo l’amicizia su Facebook e, una volta entrato in confidenza con lei, chiedeva foto e filmati osé. Poi minacciava di divulgarli agli amici della ragazza se non avesse continuato. La polizia postale di Torino, che ha raccolto la denuncia della vittima, è riuscita a risalire all’autore, un giovane appena maggiorenne, che è stato denunciato per violenza sessuale.
“Dopo un po’ – ha raccontato la quindicenne agli inquirenti – ha chiesto delle mie foto intime e poi di mostrarmi a lui con la chat, mentre mi spogliavo. Solo che ha registrato tutto e mi ha detto che se non continuo manda tutto ai miei amici. Io non voglio continuare, ma ho paura perché lui mi minaccia e non ho il coraggio di dirlo ai miei. Mi vergogno, li deluderei troppo”. ”Serve più attenzione tra gli utenti dei social network”, raccomandano gli investigatori. 
Fonte Quotidiano bliz

ALLARME: ALCOLISMO INFANTILE

Bambini di 11 anni vittime del binge drinking: è allarme

 

I bambini sono vittime di un nuovo fenomeno. Si chiama binge drinking e corrisponde all’assunzione sporadica di quantità eccessive di alcol. Possiamo dire che sono delle ubriacature occasionali, ma in Italia sono quasi 9 milioni le persone che hanno questo strano rapporto con gli alcolici. Quello che però preoccupa di più è il dato che riguarda i bambini con poco più di 11 anni. Alcuni non sono ancora adolescenti, ma hanno già provato il brivido della bottiglia.
Secondo i dati Istat, i ragazzini con 11-15 anni che hanno sperimentato il binge drinking sono più di 8 milioni. Su questo tema c’è stato anche uno studio pubblicato online su ‘Prevention and Research’ e condotto dai ricercatori del Dipartimento di Neurologia e Psichiatria della Sapienza e da quelli della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro dello stesso ateneo.



In questa ricerca si danno anche dei consigli per ridurre il consumo di alcol. Vediamo quali sono. Prima cosa bisogna individuare le ragioni per smettere. Bisogna comprendere che l’alcol fa male alla salute, peggiora i rapporti con gli altri, è dannoso per la crescita, costa denaro e fa ingrassare. Quando si è ragazzini si beve per atteggiarsi, per sentirsi uguali agli altri e non si ha la consapevolezza dei rischi che si stanno correndo.

Bisogna inoltre intervenire subito. Se vi accorgete che il vostro bambino ha bevuto, non fate finta di nulla. Intervenite in modo dolce, parlategli, provate a capire se frequenta compagnie di amici poco raccomandabili o sta vivendo momenti di stress a scuola. Nel caso, chiedete l’aiuto di un esperto.
 

BAMBINI VITTIME DI VIOLENZA A RISCHIO MAL DI TESTA


Bambini vittime di violenza a rischio mal di testa

 

 Sono tanti i bambini vittime di violenza. È un tema che abbiamo affrontato in diverse occasioni perché purtroppo tocca da vicino molte famiglie. La cosa più brutta sta nel fatto che le situazioni più gravi non sono quelle che finiscono sui giornali, come gli abusi negli asili, ma quelle che avvengono al buio tra le mura domestiche e che nessuno conosce. Un nuovo studio, dell’University of Toledo Medical Center’s Headache Treatment and Research Program, ha verificato che i piccoli vittime di abuso possono diventare adulti con gravi disturbi, tra cui forti mal di testa.


Non è la prima volta che verifichiamo come gli abusi lascino dei danni fisici e psicologici nel piccolo per il resto della vita. La dottoressa Gretchen E. Tietjen, direttore del UTMC, ha commentato: “Stiamo scoprendo una prevalenza insolitamente elevata di abusi infantili in pazienti con emicrania. Questo pare essere più una reazione psicologica al maltrattamento”.
Purtroppo secondo gli esperti gli abusi (di qualsiasi natura siano, non per forza sessuali) potrebbero creare delle modifiche al sistema neurobiologico rendendo più inclini all’emicrania. Dovrebbe quindi esistere un collegamento tra lo stress e le variazioni del sistema neuroendocrino.
Non parliamo ovviamente di mal di testa normali, ma di dolori invalidanti che potrebbero richiedere una terapia psicologica. Insomma, sono davvero tanti i problemi dei bimbi indifesi. Facciamo attenzione a tutto, anche a quando cercando di dirci delle cose che fanno paura. 

Fonte Pour Femme


CASO SHOCK: SPARA A TUTTI I BAMBINI NERI?


Il cacciatore di bambini neri: foto shock 

 


Si possono cacciare i bambini? Fa rabbrividire solo il pensiero e questa foto è davvero sconvolgente. È stata rinvenuta dalla nostra redazione e ritrae un ragazzo, con un fucile, chinato su un bambino nero. Il piccolo è il suo trofeo di caccia. Ora, non si sa se l’immagine sia reale, sia un fotomontaggio o ci sia un accordo tra il bimbo e il giovanotto. Quello che passa è però un disgustoso messaggio razzista, per il quale in Sudafrica si finisce in galera. In questo momento, Terrorblanche Eugene (questo il nome dell’utente) che ha caricato la foto sul web è ricercato dalle Autorità.
In questo momento, sul social network si stanno moltiplicando i gruppi contro Terrorblanche Eugene. Per fortuna, le persone stanno protestando verso questa campagna razzista tremenda. Intanto, il portavoce del Ministero della Polizia, Zweli Mnisi, ha dichiarato che è aperta un’inchiesta e invita le persone a segnalare l’uomo. I bambini vanno tutelati da ogni tipo di manipolazione, anche dagli scherzi peggiori e dalla fanta realtà.

Lo Staff di Children Protection World

SCHOCK: BAMBINI VITTIME DELLA CACCIA I CASI


AUMENTANO LE VITTIME DI BAMBINI COINVOLTI IN BATTUTE DI CACCIA





CRONOLOGIA DEI CASI RISCONTRATI
SETTEMBRE
  

11.09.2012 - ORDINARIA FOLLIA

Non sopporta i ragazzi sotto casa: esplode due colpi in aria e li insegue con l'auto

Cesena, a Villa Calabra denunciato questa notte un uomo di 56 anni che poi ha inseguito in auto i giovanissimi. Dovrà rispondere di minaccia aggravata ed esplosioni pericolose. Il vociare di quei ragazzini (tutti minorenni) in strada sotto la sua abitazione non lo sopportava più. Per spaventarli addirittura ha imbracciato un fucile sparando due colpi in aria. E davanti al fuggi- fuggi generale (in motorino) dei giovanissimi, ha perseverato inseguendoli in auto fino a San Giorgio dove ha poi smarrito le tracce.E' accaduto questa notte, poco prima delle 2, a Villa Calabra. L'uomo è stato denunciato dalla polizia per minaccia aggravata, accensioni ed esplosioni pericolose. Quando la polizia lo ha raggiunto a casa, avvertita dal padre di uno dei ragazzini, l'uomo (I.V. 56 anni) non si è nemmeno mostrato stupito. Tranquillamente ha esibito le armi, tutte regolarmente denunciate e dalla camera da letto ha prelevato e consegnato il fucile utilizzato: un monocolpo 'Salvinelli' calibro 32... 

ilrestodelcarlino

     18.09.2012 – AMBITO VENATORIO



Bimbo di 8 anni impallinato al viso nel cortile di casa

 
LUCCA - Un bambino di 8 anni è stato colpito di striscio al volto da un pallino da caccia sparato, nei pressi di un'abitazione, da un cacciatore che ora i carabinieri stanno cercando di individuare. È accaduto ieri sera a Massarosa (Lucca): il piccolo ha riportato solo una lieve ferita, giudicata guaribile in pochi giorni. Il pallino ha colpito di rimbalzo anche una zia del bambino, che era insieme al nipote in giardino, e un muratore che si trovava sul tetto dell'abitazione per alcuni lavori: i due adulti non hanno riportato alcuna lesione e non sono neanche andati in ospedale. Il cacciatore, secondo quanto emerso, è stato descritto come un uomo di circa 60 anni. Dopo aver sparato con il fucile, si presume con l'intenzione di colpire solo selvaggina, si è allontanato. Se verrà individuato, per lui dovrebbe scattare una denuncia. Da valutare anche sanzioni amministrative, relative al porto d'armi e al fatto se nella zona dove è accaduto l'incidente, si poteva cacciare.

Fonte  Leggo

 

18.09.2012 - AMBITO VENATORIO 


 Impallinato il tendone vicino al campo da calcio durante una partita di bambini tra gli 8 e i 10 anni. 


La Valle. Spara agli uccelli ma va a colpire il tetto del capannone Accanto si stava giocando un torneo di bambini. C’erano almeno 200 persone.
LA VALLE AGORDINA. Due colpi di fucile, poi altri due. Vicinissimi. E all’improvviso, i pallini (del tipo che si usa per sparare agli uccelli) che si infrangono contro il tetto del tendone allestito dalla Pro loco accanto al campo sportivo di La Valle Agordina. Si sono presi un bello spavento i ragazzi e gli organizzatori del torneo di calcio riservato alla categoria pulcini (bambini tra gli 8 e i 10 anni). 

Fonte corrierealpi

17.09.2012 AMBITO VENATORIO


Spari a pochi metri dalle case e dalla chiesa dove giocavano dei bambini. Paura.


Sabbione, Reggio Emilia - Via alla caccia, proteste di alcuni residenti: allarmati per la presenza dei cacciatori hanno contattato la Forestale. Momenti di paura ieri mattina a Sabbione, dove, poco lontano dalla chiesa e poco dopo l’orario di uscita dalla messa, alcuni spari hanno risuonato a pochi metri dal sagrato e dai condomini di recente costruzione in via Casartelli. A sparare sono stati alcuni cacciatori che stavano battendo i campi della frazione cittadina in cerca di lepri e fagiani. Nessuno è rimasto ferito, ma i bambini che stavano giocando nel parco di fronte alla chiesa dei Santi Genesio e Sigismondo, spingendosi anche fino alla vigna prospiciente, sono corsi impauriti verso i genitori.... 

Fonte gazzettadireggio
OTTOBRE



14.10.2012 - AMBITO VENATORIO



Bambino a caccia con i bracconieri. 



TRENTO. Caccia e armi clandestine: 9 indagati. Perquisizioni della Forestale tra Piné, Bedollo e Civezzano. Sassudelli (cacciatori): «Vogliamo costituirci parte civile». Maxi operazione della guardia forestale provinciale contro i bracconieri.
Venerdì ci sono state perquisizioni a tappeto in diversi comuni (Bedollo, Piné e Civezzano) che hanno concluso una lunga indagine coordinata dal sostituto procuratore Davide Ognibene. Inchiesta che si è conclusa con 9 indagati per associazione a delinquere finalizzata al reperimento e alla detenzione di armi clandestine modificate. Il provvedimento ha interessato, fra gli altri tre persone che erano state arrestate in due distinti episodi negli ultimi mesi. Si tratta dei fratelli F. e S. B. di Piné e L. G. di Bedollo.
Perquisizione lunghe quanto certosine quelle fatte venerdì che hanno portato al sequestro di un fucile modificato, di un silenziatore e di una certa quantità di proiettili. Materiale che va sommato a quanto era stato sequestro egli altri episodi che si erano conclusi con gli arresti di cui sopra e con delle denunce. Su quanto avvenuto interviene Giampaolo Sassudelli, presidente provinciale dei cacciatori trentini. «Abbiamo già chiesto alla procura - spiega - di costituirci parte civile in questi procedimenti ma fino a questo momento non sappiamo se sarà possibile. Riteniamo che per noi sia non solo un atto dovuto ma anche una cosa a cui noi teniamo particolarmente non solo perché ne abbiamo ricavato un importante danno d’immagine ma anche perché questo comportamenti danneggiano seriamente l’ambiente. E noi siamo contrari tanto che c’è sempre stata la massima collaborazione anche durante le varie operazioni contro il bracconaggio grazie anche alla presenza costante dei nostri volontari e dei guardiacaccia sul territorio».
Era il marzo scorso quando la forestale ha arrestato i fratelli B.. L'operazione era partita dopo un colpo di arma da fuoco udito in una zona boschiva della Val di Ledro, al confine con la provincia di Brescia. Nella zona di Bocca di Lorina, in territorio trentino, sono stati fermati i due fratelli accompagnati da un minorenne. Le verifiche hanno portato a scoprire l'arma. La successiva perquisizione domiciliare aveva permesso di trovare in un’abitazione, occultata in un'intercapedine del sottotetto, un'altra arma da fuoco con silenziatore. A maggio invece Livio Groff era stato fermato assieme ad un amico in macchine nel bagagliaio era stata trovata una testa di capriolo maschio e dei sacchetti contenenti carne, riposti in uno zaino. Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati un fucile calibro 22 modificato e con matricola abrasa, provvisto di ottica di precisione con canna tagliata e filettata per l’applicazione di un silenziatore, due silenziatori compatibili con la stessa arma, un revolver Smith Wesson calibro 38, due galli cedroni maschi imbalsamati, un esemplare di tasso, uno di volpe e sette trofei di capriolo tutti privi di certificato di provenienza.

Fonte trentinocorrierealpi

17.10.2012 – AMBITO EXTRAVENATORIO 


Ferite in casa due bambine di 1 e 4 anni dal colpo accidentale dello zio.


Citerna, Perugia – Due bambine di uno e quattro anni colpite dalle schegge di un fucile da caccia. E' stato lo zio a far partire accidentalmente il colpo. La più grande ha riportato solo qualche graffio, la più piccola è stata portata al Meyer di Firenze per la probabile presenza di una piccola scheggia nell'occhio...
 
Fonte lanazione


20.10.2012 – AMBITO VENATORIO



16enne muore a caccia per il colpo esploso da un amico 17enne.


  PAVIA – Incidente di caccia, sedicenne ucciso per sbaglio da un amico. E' successo in località Quarti, a Castana, un piccolo comune dell'Oltrepò Pavese. Il ragazzoè stato raggiunto dai colpi esplosi per errore dall'amico che aveva accompagnato nella battuta.... 

Fonte Repubblica

22.10.2012 – AMBITO VENATORIO 


Centrata una macchina da un proiettilo da cinghiale: ferito un uomo al viso, mentre viaggiava col figlio piccolo.


  San Giorgio (TO) - Proiettile centra auto con padre e figlio, l’uomo è rimasto ferito ed è stato portato all’ospedale di Chivasso. Controlli sui cacciatori della zona. Tragedia sfiorata. Un proiettile vagante per la caccia al cinghiale ha colpito un’auto di passaggio dove viaggiava un uomo con il figlio di sei anni. Il vetro è andato in frantumi e la pallottola ha ferito di striscio l’automobilista...

Fonte lasentinella

24.10.2012 – AMBITO EXTRAVENATORIO 



Minore 13 enne suicida col fucile del padre cacciatore.


BRESCIA - Orzinuovi l'ultimo saluto a Eugenio. La comunità di Orzinuovi si riunirà giovedì pomeriggio alle 14.30 nella chiesa parrocchiale del paese per l’ultimo saluto a Eugenio, il tredicenne che lunedì pomeriggio si è tolto la vita con il fucile da caccia del padre. 

Fonte giornaledibrescia

NOVEMBRE


11.11.2012 – AMBITO VENATORIO -


NUORO - Colpito alla testa a 12 anni da un colpo di fucile in una battuta di caccia.


 Tragica battuta di caccia stamane nelle campagne di Irgoli, in Baronia. Un ragazzino di 12 anni di Nuoro è stato colpito alla testa da un colpo di fucile esploso inavvertitamente da un uomo di 64 anni, carabiniere in pensione. Il proiettile ha centrato la parte sinistra del cranio: quando sono arrivati i soccorritori, il foro era ben visibile. Trasportato in elicottero all'ospedale San Francesco di Nuoro, il ragazzo è stato ricoverato in fin di vita. I medici stanno valutando se sottoporlo a un interventochirurgico. L'incidente si è verificato intorno alle 10 nella frazione di San Michele. Ancora da ricostruire nei dettagli la dinamica del fatto: se ne stanno occupando i Carabinieri della compagnia di Siniscola, che dovranno anche decidere eventuali provvedimenti nei confronti del cacciatore che ha esploso la fucilata. Da chiarire, inoltre, il perchè della presenza di un ragazzino così giovane a una battuta di caccia.
 
Fonte Leggo

20.11.2012 -AMBITO VENATORIO -


Processo per un minorenne (e la madre) che sparò dall'auto uccidendo un capriolo.


Agordo (BL). Un donna è stata condannata, un uomo assolto. Il loro figlio, all’epoca dei fatti minorenne, dovrà presentarsi di fronte al tribunale dei minori di Venezia per rispondere dei reati di guida senza patente ed uso non autorizzato dell’arma del padre:
I fatti risalgono al 23 maggio 2009 quando una testimone vede una macchina percorrere una strada secondaria di Agordo e sente uno sparo provenire dall’automobile. Poco più in là, vede un capriolo cadere a terra. La donna prende il cellulare e chiama immediatamente la polizia provinciale. Le indagini portano a incolpare un agordino e sua moglie (si omette di mettere i loro nomi solo perché il figlio all’epoca era minorenne). Nel corso del processo, in base alla sentenza, sarebbe emersa un’altra verità. Ossia che a sparare non fu il marito, cacciatore ed in possesso di un fucile da caccia denunciato ma il figlio. La moglie è stata condannata per concorso morale.... 

Fonte corrierealpi

22.11.2012 - AMBITO VENATORIO


A Lonigo un cacciatore uccide il cane davanti ai bambini. Traumatizzati.


La fucilata di un cacciatore stronca l'animale vicino alla casa dei proprietari. L'intervento dell'on. Zanoni. Mozart, un labrador di due anni, è stato ferito a morte poco dopo essersi allontanato di qualche metro dal giardino dell'abitazione. Lonigo. Doveva essere una tranquilla domenica in collina, si è trasformata in un dramma che ha coinvolto tre bambini. Senza contare il pericolo che i piccoli stessi hanno corso, e che riporta alla memoria tragedie recenti..

Fonte giornaledivicenza


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24.11.2012 - AMBITO EXTRAVENATORIO 


Un bambino di 5 anni è morto per il colpo esploso dal fucile del padre di ritorno dalla caccia.

 


TRAPANI - Cacciatore uccide il figlio di cinque anni. Un bambino di cinque anni è morto dopo essere stato colpito con uno sparo di fucile da caccia alla testa. E' accaduto a Pantelleria, in provincia di Trapani. Un bambino di cinque anni, Manuel Belvisi, è morto per il colpo esploso dal fucile del padre, un cacciatore che, da quanto si apprende, era appena tornato a casa dopo una battuta di caccia. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe avuto il fucile tra le mani quando è partito il colpo fatale per suo figlio, l'incidente è avvenuto tra le mura domestiche.

Fonte romagnanoi

 AMBITO EXTRAVENATORIO -


16 enne fugge in auto col fucile del padre. 

 


NUORO - Era regolarmente denunciato ma mal custodito il fucile da caccia che D.G., operaio di Torpé, in provincia di Nuoro, teneva a casa. Suo figlio, 16 anni, è riuscito ad impossessarsene e a fuggire da casa con l'arma. Solo grazie all'intervento dei carabinieri del paese, la situazione non è degenerata. Il ragazzo, infatti, dopo aver preso il fucile al padre, è salito su un'auto incustodita e, senza patente, ha incominciato a sfrecciare per le vie del cittadina. Un comportamento che non è passato inosservato ai militari, che immediatamente si sono messi sulle tracce del giovane e, una volta raggiunto, gli hanno sequestrato il fucile. Il ragazzo, accusato di porto abusivo di armi e guida senza patente, è stato denunciato al tribunale dei minorenni di Sassari. Mentre il padre dovrà rispondere alla Procura di Nuoro per omessa custodia di armi, per il quale è stato denunciato in stato di libertà.... 

 Fonte geapress


DICEMBRE




03.12.2012 - AMBITO EXTRAVENATORIO - ORDINARIA FOLLIA


Fidanzatino 15 enne sequestrato, picchiato e minacciato col fucile dal papà di lei.


Paura per un 15enne marocchino di Caerano, tenuto ostaggio per due ore dentro un armadio dai genitori dell’amichetta e picchiato. Scoperti, i due adulti l’hanno fatto scappare calandolo dal terrazzoEra andato a casa della fidanzatina perchè gli aveva detto che i genitori non c’erano. Si è ritrovato chiuso in un armadio sotto la minaccia di un fucile da caccia e picchiato. Vittima dell’incredibile storia un ragazzino di 15 anni di origini marocchine. A sequestrarlo i genitori della fidanzatina, una coppia di trentenni italiani che scopertolo a casa con la figlia l’hanno picchiato e minacciato per due ore.

Tutto inizia quando i genitori rincasano. La ragazzina lo fa nascondere sul balcone poi, dopo alcuni minuti gli dice di entrare in casa. «E’ tutto a posto» dice lei a lui, «ho parlato con i miei, vieni pure». Ma quando il ragazzino entra in casa il padre lo prende per il collo e tra le urla lo sbatte dentro un armadio, prende il fucile, lo carica davanti ai suoi occhi e glielo punta contro urlando «ora ti ammazzo».

E’ l’inizio di un’agonia che dura due ore. Con l’uomo anche la moglie che incita a uccidere il ragazzino e maneggia una mazza da baseball con cui l’uomo ogni tanto lo colpisce. La fidanzatina intanto non dice nulla. Tace. A liberarlo dal sequestro sono i suoi stessi aguzzini quando si rendono conto di avere i carabinieri sotto casa. A chiamare i militari la madre del ragazzino spaventata perchè non lo vedeva ritornare. A indicare il luogo dove era segregato è stato lo stesso 15enne con un sms al fratello. Capito di essersi messi nei guai, i genitori hanno calato il ragazzino dal terrazzo e dopo avergli fatto scavalcare la recinzione gli hanno urlato: «ora scappa altrimenti di uccidiamo».
Intercettato dai carabinieri, è stato lo stesso marocchino a raccontare la paura e far scattare la denuncia contro i due adulti che nel frattempo avevano tentato di far sparire fucile e munizioni. Contro di loro, O.M. di Caerano, operaio di 38 anni e la moglie F.B. di 36, l’accusa di sequestro, violenza privata, minacce, lesioni.

Fonte tribunatreviso

14.12.2012 - AMBITO EXTRAVENATORIO


15enne suicida fucile caccia padre cacciatore

 


  Biella, 15enne si uccide con fucile del padre Era stato denunciato per un piccolo furto. (Adnkronos/Ign) - Dietro al gesto forse la vergogna di un ragazzo sorpreso a rubare con gli amici in un negozio. Sulla tragedia indagano i carabinieri. Choc in un paese alle porte di Biella dove un ragazzo di 15 anni si è sparato alla testa con il fucile del padre.Dietro al gesto forse la vergogna di un ragazzo perbene sorpreso a rubare con gli amici in un negozio di Biella. La 'ragazzata' un paio di giorni fa gli era costata una denuncia per furto.A quanto si apprende questa mattina all'alba mentre tutti dormivano il 15enne ha raggiunto l'armadio dove il padre custodiva i fucili da caccia, ha preso una delle armi e si è sparato.Il rumore del colpo è rimbombato nella casa e ha svegliato i genitori che sono subito accorsi e hanno trovato il figlio in un lago di sangue. Quando i carabinieri sono arrivati nella villetta hanno trovato la famiglia disperata: sembra che il padre abbia anche tentato di prendere la pistola dalla fondina di uno dei militari per togliersi la vita. Sotto choc l'intero paese in cui la famiglia è molto conosciuta e stimata.

Fonte adnkronos



27.12.2012 - AMBITO EXTRAVENATORIO - ORDINARIA FOLLIA

 

85enne spara e ferisce 14enne perchè infastidito dai petardi


Orosei (NU), spara contro un ragazzino 14enne che fa scoppiare petardi. Il quattordicenne colpito alla coscia è vivo per miracolo. Il feritore è un anziano di 85 anni: «Quei giovani mi disturbavano». Un centimetro ha fatto sì che la vigilia di Natale di festa a Orosei non si trasformasse in una tragedia tanto assurda quanto atroce. È appena un centimetro, infatti, la distanza rimasta tra un pallettone che ha colpito il 14enne oroseino M.S. alla coscia e la sua arteria femorale. Un centimetro che gli ha salvato la vita. E che ha salvato in qualche modo anche la vecchiaia al suo feritore: G.M., nato 85 anni fa a Orosei, pensionato dopo una vita da mastru 'e muru e una passione sviscerata per la caccia....

Fonte lanuovasardegna


30.12.2012 - AMBITO VENATORIO


 18enne muore a caccia il giorno del suo compleanno per un proiettile da cinghiale. 

 Incidente di caccia a Nuoro, ragazzo muore il giorno del suo diciottesimo compleanno. Stefano Cara, di Lodè (Nuoro), è morto raggiunto da una fucilata al petto sparata da un compagno durante una battuta di caccia grossa nel Montalbo. Inutili i soccorsi del 118, giunto sul posto con un'ambulanza e un elicottero. Stefano Cara aveva compiuto diciotto anni oggi, e in auto custodiva la torta per la sua festa di compleanno... 

Fonte mediaset
 

GENNAIO

 

14.01.2013 - ORDINARIA FOLLIA -


Lezioni di caccia al figlio di 10 anni tra le case. 

 


Lezioni caccia tra i condomini della periferia di Brescia? Sabato pomeriggio, in via Vergnano, nella zona Ovest della città, le volanti della questura sono intervenute per la segnalazione di un cittadino che aveva notato un’arma su una vettura parcheggiata nei pressi del centro commerciale.
Gli agenti, intervenuti sul posto, hanno così sorpreso un uomo che, imbracciando un fucile ad aria compressa stava mostrando al figlioletto di circa dieci anni come prendere la mira per sparare ai passeri. Il papà cacciatore deve rispondere di porto abusivo d´arma impropria.... 

Fonte quibrescia

16.01.2013 - AMBITO VENATORIO - 

 

Cinghiali fucilati davanti a due bambine scioccate. 


 Faggeto Lario, cacciatore uccide i cinghiali mascotte dei bimbi. Una casa immersa nel verde, circondata dagli alberi e cullata dal cinguettio delle cince. A pochi metri dal lago e a un quarto d'ora di macchina dalla città. Uno scenario in cui una mamma di 39 anni, ha scelto di vivere assieme al marito e alle sue bambine di sei e otto anni. A rovinare la fiaba, nelle vacanze natalizie, ha pensato però un cacciatore: «Abbiamo sentito uno sparo a 30 metri da casa» - racconta la donna - «Un cacciatore ha ucciso alcuni cinghiali davanti agli occhi delle mie bambine».
L'uomo è stato richiamato anche da un passante, che gli urlato di allontanarsi dalle abitazioni: «Lui si è scusato, forse si è reso conto di essere troppo vicino, ed è andato via». Nei giorni seguenti, in paese, Letizia ha scoperto che la battuta di caccia ha fruttato l'uccisione di sette cinghiali adulti e di tre cuccioli: «I piccoli avevano circa tre settimane. Da casa mia, insieme alle bambine, li abbiamo visti spesso passare insieme alla mamma a poca distanza dalla nostra recinzione». Le più turbate da questa brutta vicenda, in ogni caso, sono le figlie di Letizia. «Da quel giorno le bambine non vogliono più giocare in giardino. Appena sentono un rumore temono che stia arrivando un cacciatore vicino alla loro altalena».
 
Fonte laprovinciadicomo




29.01 2013 C'E' ANCHE L'ASSICURAZIONE PER MINORENNI A CACCIA NONOSTANTE SIA VIETATA AI MINORI DI 18 ANNI!


"Le recenti tragedie venatorie che hanno coinvolto bambini non hanno insegnato niente, o forse hanno insegnato troppo a qualcuno. E' quello che viene subito in mente nel leggere il breve comunicato con il quale Legambiente annuncia di aver scritto all'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni per sollecitarne l'intervento «In merito a un pieghevole della Itas Assicurazioni che propone polizze per ""battitori uso caccia"" a copertura di soggetti a partire dei 14 anni di età»


Ringraziamo i nostri amici della redazione di "ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA" per la loro segnalazione di questi episodi a dir poco sconcernanti e ringrazioamo per la loro collaborazione.

Dott Paolo Colleoni, Marinaio, Rocco De Icco e lo Staff di  Children Protection World 


SCANDALOSO BILANCIO :BAMBINI ED ARMI DA CACCIA


SCANDALO BAMBINI ED ARMI DA CACCIA - P

Come si fa a coinvolgere dei piccoli innocenti mettendo loro in mano un'arma da fuoco per farli andare a caccia?

 Periodo d'osservazione: dal 1 settembre 2012 al 31 gennaio 2013

 

Questa raccolta si prefigge di evidenziare tutti i casi di coinvolgimento di minori di età, sia vittime di armi da caccia, sia bambini che hanno subito grave turbativa psichica, in quanto spettatori e/o oggetti, loro malgrado, di episodi violenti ad opera di chi detiene legalmente armi ad uso caccia.

 Il limitato arco temporale cui fa riferimento questa raccolta evidenzia la gravità e le ripercussioni sul piano psicologico dei bambini coinvolti, oltre all'inaccettabile casisistica dei bambini letteralmente fucilati  cui le cronache ci hanno riportato ai tragici fatti.


I CASI :



5 creature ammazzate e 4 impallinate in soli cinque mesi da chi invece dovrebbe proteggerli, amarli e insegnargli il rispetto per gli altri e l'empatia coi più indifesi.

 
 
Il ricambio generazionale che i cacciatori vogliono garantire a spese dei più piccoli non trova alcuna giustificazione in un Paese civile. Eppure ancora, le associazioni venatorie, insistono a voler portare nelle scuole la materia venatoria, fregandosene delle evidenti conseguenze che queste stesse cronache ci riportano e che ogni anno si rinnovano inesorabilmente. Una vergogna che non concepiamo come i cacciatori, padri di famiglia, possano non provare.


IN BREVE:
 9 MINORI VITTIME: 5 morti e 4 feriti:
 
 
 
17.09.2012 LUCCA Bimbo impallinato al viso in cortile- FERITO

17.10 PERUGIA 2 bimbe ferite in casa dal fucile dello zio - FERITE

20.10 PAVIA 16enne ucciso da amico 17enne usciti a caccia - UCCISO

24.10 BRESCIA 13enne suicida col fucile da caccia del padre- SUICIDA

11.11 NUORO – Morto il 12enne in fin d vita. Colpito alla testa durante una battuta di caccia - UCCISO

24.11 TRAPANI – Muore bambino di cinque anni per un colpo di fucile da caccia del padre alla testa- UCCISO

14.12 BIELLA - 15enne si uccide con fucile del padre Era stato denunciato per un piccolo furto - SUICIDA

25.12 NUORO 14enne vittima Orosei, 85enne infastidito dallo sparo di petardi, imbraccia il fucile e ferisce un ragazzino - FERITO
 

FONTE ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

 

 

I PEDOFILI CHE COLLEZIONANO FOTO DI BIMBI

I PEDOFILI CHE COLLEZIONANO FOTO DI BIMBI ABUSATI NON SI CONSIDERANO TALI 

Pedocriminali.
La prendo, apparentemente, alla larga.
Ieri sera ho visto con un gruppo di amici il film “Cocaina” su Rai Tre.
Alcuni di loro lavorano in Polizia e quelle storie le conoscono benissimo.
Quello che più è emerso, al di là della miseria umana dei protagonisti ed alla bravura dei poliziotti (spec. il bergamasco ;-) ) è la non considerazione che i cocainomani hanno di sé come di drogati. “Non è mica droga la coca” o “non sono mica un drogato io” è la frase che è più ricorsa tra gli idioti visti ieri sera (in un film che andrebbe distribuito in TUTTE le scuole, medie e superori!!!!).
Perché, dicevo, l’ho presa alla larga?! Perché la stessa cosa capita per chi possiede materiale pedopornografico e, appunto, “non si considera un pedofilo”, bensì “un semplice fruitore di pornografia”.
Tale obiezione è ovviamente un subdolo alibi, peraltro molto fragile e facilmente“smontabile”.
Se fossero semplici fruitori di pornografia, avrebbero infatti a disposizione milioni di immagini di adulti.
Invece si indirizzano sui bambini. Solo, o soprattutto, su quelli.
Per questo sono anche loro dei criminali. PEDOFILI!
Alcuni dati pubblicati dagli amici del blog Absolute Zero hanno riportato dei dati, interessanti; su un campione di pedofili accertati, questo è quello che avevano nel computer:
83% aveva immagini di bambini tra i 6 ed i 12 anni
39% aveva immagini di bambini tra i 3 ed i 5 anni
19% aveva immagini di neonati o bimbi di età inferiore ai 3 anni
E ancora:
92% aveva immagini di bambini coinvolti in attività sessuali o dei loro genitali
80% aveva immagini che descrivevano rapporti completi e/o rapporti orali su bambini
21% aveva immagini di pornografia infantile con atti di violenza (stupro, bondage, sadismo, etc.) .
Ecco perché l’alibi della pornografia (come quello che spesso ci sentiamo dire del “navigavo in siti per adulti ed accidentalmente sono incappato” – fermandomi un paio di giorni! – “in un sito con bambini”) non regge più.
Ecco perché, ripeto, sono anche loro dei criminali. PEDOFILI!

PEDOFILIA SCANDALO : BIDELLO-IMPRENDITORE-MAESTRO E ALLENATORE

 COSA ACCOMUNA UN BIDELLO BRESCIANO UN IMPRENDITORE VICENTINO UN MAESTRO DI KUNG FU E UN ALLENATORE DI CALCIO DI MILANO

 
Risposta: tutti e quattro sono stati condannati. In quanto pedofili.
Tre di loro svolgevano attività a stretto contatto con i bambini, come dal più consueto dei copioni.
Partiamo da Brescia (Pontoglio per l’esattezza).
Dove un bidello è stato condannato ad 8 anni per abusi su una bimba di una scuola materna.
La condanna è avvenuta in secondo grado ed è stata di fatto la riconferma del primo grado. Anche in questo caso la bimba è stata periziata e le perizie l’han ritenuta credibile. Credibilità tristemente confermata dai referti medici.
Del bidello non sappiamo il nome. Quindi se qualcuno ce lo facesse avere….
Otto invece le vittime (di età inferiore abusate da un milanese 47enne, maestro di kung fu. La condanna è arrivata in primo grado col rito abbreviato.
”Secondo i racconti dei giovani, che – una volta maggiorenni – hanno trovato la forza di denunciare gli abusi, il maestro lodava le loro doti fisiche durante gli allenamenti, li invitava fuori a cena e, una volta creato un clima di amicizia, li convinceva a dormire a casa sua, dove sarebbero avvenute le violenze, perpetrate durante giochi sessuali anche collettivi. Nell’ordine di arresto il gip Simone Luerti ha scritto che le dichiarazioni dei ragazzi “dimostrano il tipico quadro psicologico dell’adolescente attratto dal sesso, ma soggiogato dall’adulto affabulatore”. L’uomo è stato assolto dall’imputazione di violenza sessuale di gruppo.”
Anche del maestro di kung fu non sappiamo il nome. Quindi se qualcuno ce lo facesse avere….
Restiamo a Milano. Lui richiama Livio Volpi (vedi foto). È stato condannato a 4 anni per violenza sui minori. Faceva l’allenatore di una squadra di calcio e , perfetto segno che i tempi stanno cambiando, il direttivo l’ha subito allontanato. Nessuna difesa per lui, solo l’incondizionato appoggio alle vittime: credetemi, non è cosa da poco, benché ovvia quanto naturale.
Abile, anche nel plagiarli, il 41enne (operaio in una ditta metalmeccanica e residente ad Abbiategrasso) è stato condannato per aver “assoggettato, corrotto e convinto almeno 5 ragazzini di 14 anni a compiere atti erotici tramite internet”.
Volpi aveva poi pur provato a fare la doccia con i ragazzini negli spogliatoi dopo le partite (violando la regola imposta dalla società che vietava la presenza degli adulti nei bagni dei ragazzi dopo che il residente della stessa squadra, anni fa, era stato denunciato per violenza sessuale a danno di giovanissimi calciatori).
Il fato che al momento il Voli sia in carcere, significa che l’inchiesta è ancora aperta e di lui, purtroppo, sentirete ancora parlare.
Ci spostiamo a Vicenza  dove un imprenditore, ha abusato della figlia della sua compagna (che aveva 6 anni) per diversi mesi.
Ora la Cassazione ha messo la parola fine e il predatore è stato condannato a 6 anni e mezzo di reclusione. Assolto in primo grado (malgrado al richiesta di 4 anni da parte del Pm), condannato in secondo grado a 6 anni e mezzo grazie a prove dichiarate “inconfutabili”.
Perizie mediche e psicologiche che dimostravano “l’impossibilità di una bimba così piccola a fare determinati racconti” (come vedete l’idea del contagio dei genitori / Prometeo è esistito solo in una realtà…..).
L’incidente probatorio della vittima durò in tutto sei ore.
Oggi, UNDICI anni dopo quegli abusi., la parola fine.
A lei il nostro abbraccio migliore.

MAESTRA ABUSANTE TENTA SUICIDIO


 MAESTRA ABUSANTE TENTA IL SUICIDIO

 Tenta il suicido una delle maestre dell’asilo di Casarile.
Inutile ribadire che se non ci fossero stati i filmati delle intercettazioni ambientali della Polizia, i bambini non sarebbero stati creduti e la vergogna (non il fare i conti col proprio essere, ma solo la vergogna, perché soggetti così per le vittime non provano MAI nulla) non avrebbe fatto tentare il suicido a nessuno.L’articolo che segue è tratto da la Repubblica – autore: Sandro De Ricciardis.
Casarile, il racconto dell’orrore – “Papà, Elena la devi ammazzare
I genitori dei 15 bambini dell’asilo raccontano i maltrattamenti subiti dai loro bambini
Lacrime, silenzi e la maestra che dice: “Non ho figli perché i bambini non mi piacciono”.
Tra la giraffa di cartone e il pupazzo di Winnie the Pooh, oltre la porta a forma di castello da dove affiora il sorriso di Topolino, le fiabe erano un incubo quotidiano. Francesco, un anno, tornava a casa e con le manine picchiava papà. E Alessandro, due anni, urlava a chiunque “Monello!, monello!”, poi diceva: “Papà, Elena valla ad ammazzare”. Alessia, tre anni, si sfogava con le bambole, le teneva a testa in giù, le torturava con le dita. Come Chiara che non voleva fare la foto di gruppo con le maestre, o “Luisa – racconta la mamma davanti al nido – che a ogni rimprovero, a casa, si nascondeva sotto i mobili”.
Tra i colori dell´asilo “Piccoli Passi”, a Casarile, una trentina di genitori ha visto i figli cambiare giorno dopo giorno. “Filippo piangeva da quando si svegliava fino a quando arrivava qui – dice la madre -. Poi si ammutoliva. Sembrava terrorizzato”. Filippo, due anni e mezzo, ora sembra tranquillo sul seggiolino della Bmw del padre. Guarda al di là del vetro la gente che parla, e sembra capire che c´è lui nei dialoghi dei più grandi. “Mi diceva spesso ‘Elena è monella perché mi picchia, mi dà le botte’, ma come potevo prenderlo sul serio?” dice la madre con la voce di chi non si perdona di non aver dato peso a indizi che erano invocazioni d´aiuto. “Poi una volta ho affrontato Elena davanti a lui: ‘Elena, perché fai la monella e picchi Filippo?’ le ho chiesto. Mi aspettavo una risata, invece ha reagito in modo strano".
Poco più in là, ecco l´ordine quasi maniacale dei cento metri quadrati del nido. Regole e orari, segnati su muri e tabelle. Come l´ora della nanna, dalle 13 alle 15.30, quando i genitori non possono disturbare e i bimbi devono dormire “Altrimenti – hanno raccontato – sei costretto a stare seduto con la testa appoggiato al tavolino”. Ordini anche per “la cacca da fare a casa”. “Quando la bimba me l´ha detto non potevo crederci – dice una signora – ‘Mi da le botte se la faccio lì’ diceva”.
Racconti che hanno un altro peso, sotto la luce triste dell´inchiesta. Che fanno pensare a un´altra signora a quel dialogo paradossale per una educatrice di bambini. “Elena, perché non hai figli?”, le ha chiesto la mamma. “A me i bambini non piacciono" – ha risposto la maestra – "in casa poi fanno disordine”.