31 dicembre 2012

RAGAZZA TROVATA MORTA DALLA MADRE A 17 ANNI

                     

Ragazza trovata morta dalla madre a 17
anni: telefonino e computer al setaccio

Fra le ipotesi anche un decesso per overdose. La vittima
abitava a Tricesimo, la sera prima era stata nel capoluogo 
UDINE - Accertamenti sul telefono cellulare ma anche sul computer e nel giro di amicizie: sono le piste battute dai carabinieri per cercare di risalire alle cause della morte di Sofia Casutti la 17 enne di Braidamatta di Tricesimo (udine) trovata senza vita dalla madre sabato mattina.

L'overdose è soltanto una delle possibili cause del decesso e sarà soltanto l'autopsia di domani a stabilire come e perché è morta. I militari stanno anche ricostruendo le ultime ore di vita della ragazza, che sarebbe stata a Udine in corriera poco prima di andare a letto per riposare, verso l'una di notte, senza che la madre notasse qualcosa si anomalo. 
La tragedia nel pomeriggio a Tricesimo: la donna, 51 anni,
era andata a svegliarla. Domani sarà disposta l'autopsia 
Tragedia di fine anno per una famiglia di Tricesimo. Una ragazza friulana di diciassette anni, S. C., è stata trovata morta nel letto della madre, questo pomeriggio. A scoprire il corpo della ragazza nella casa di famiglia a Tricesimo (Udine) è stata proprio la madre della giovane che, dopo aver fatto passare alcune ore è andata nella sua stanza con l'intenzione di svegliarla trovandola già cianotica.

I carabinieri del Norm di Udine, intervenuti sul posto con il medico legale, sospettano che la giovane possa essere morta in seguito a una overdose, ma sarà soltanto l'esito dell'autopsia - che dovrebbe essere disposta dal magistrato nelle prossime ore - a chiarire le cause. La tragica vicenda ricorda purtroppo da vicino quanto  è accaduto a Venezia il 19 Ottobre scorso: vittima era stata Francesca Dri, studentessa di 23 anni.

La vittima era nata 17 anni fa in Germania, così come sua madre, G., che ha 51 anni. La famiglia non è molto nota in paese a Tricesimo, dove è arrivata da poco tempo, ma l'espisodio ha comunque suscitato grande emozione nella zona e preoccupazione se l'ipotesi overdose sarà confermata. 
Fonte Il Gazzettino
                                            

IN ITALIA 98 DONNE UCCISE



In Italia 98 donne uccise dall'inizio dell'anno 

Sono ben novantotto le donne vittime di violenza uccise da inizio anno in Italia, quasi una ogni due giorni. La novantottesima ha il volto della trentenne uccisa oggi a Padova dal proprio compagno. I numeri, forniti all'Adnkronos da Telefono rosa, mostrano un'escalation di violenza inarrestabile.
 A maggio, quando le donne scesero in piazza Montecitorio per denunciare il dramma della violenza, erano 55 quelle che erano state uccise per lo piu' per mano di partner, mariti e padri possessivi. Chiedevano quale sarebbe stata la prossima vittima: da allora, ben altre 43 hanno perso la vita.
                                                              

TAGLIA L'ORECCHIO AL NIPOTE

Taglia l'orecchio al nipote perché non va in moschea

Un ragazzino africano residente con la famiglia nel vicentino si sfoga con gli insegnanti: la Procura ha messo sotto inchiesta lo zio musulmano 

Lo zio paterno gli ha tagliato con la forbice una parte del lobo dell’orecchio sinistro come punizione per non essersi presentato in moschea il giorno prima in occasione della funzione religiosa. Un barbaro atto di violenza che, secondo il malcapitato, un ragazzino africano di quattordici anni trasferitosi da poco coi genitori ed il fratello più grande ad Arzignano - in provincia di Vicenza - sarebbe stato soltanto l’ultimo di una lunga serie. Stando all’agghiacciante racconto del giovane musulmano, infatti, per lo stesso motivo, lo zio - un assiduo frequentatore della comunità islamica locale - in passato lo aveva già colpito altre volte con un lucchetto di metallo.
Il tutto è venuto alla luce dopo che il ragazzino, spaventato per una escalation di violenza che non accennava ad arrestarsi, ha deciso di sfogarsi con i propri insegnanti e con i compagni della scuola media che, in classe, di fronte a quell’orecchio ancora sanguinante gli avevano chiesto spiegazioni. Il giovane non ha mai rinnegato il suo Credo musulmano ma capitava che a volte, complici i compiti da svolgere a casa e gli impegni con gli amici, decidesse di scansare le funzioni in moschea, un po’ come fanno tutti i suoi coetanei di qualsivoglia religione.
I professori - che già sospettavano che il minore fosse stato vittima di maltrattamenti nei mesi precedenti - dopo averlo rincuorato, hanno allertato l’azienda sanitaria di Montecchio Maggiore. Ed il direttore medico dell’ospedale di Arzignano dopo aver visitato il ragazzino, a probabile conferma delle vessazioni subite, ha riscontrato sul suo corpo la presenza di due cicatrici: una sulla spalla destra e l’altra sul torace. Il distretto per la tutela dei minori dell’azienda sanitaria ha segnalato immediatamente il caso alla Procura, che subito ha aperto un’inchiesta per maltrattamenti e abuso di mezzi di correzione a carico dello zio paterno, un trentunenne anche lui residente ad Arzignano e per questo spesso a casa del fratello in occasione del pranzo e della cena.
Il magistrato ha affidato le indagini ai carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria ed al comando di Polizia locale. Al momento nei confronti dello zio del ragazzino non è stato preso alcun provvedimento, anche se non è da escludere che nelle prossime ore possa venire adottata qualche misura restrittiva a tutela del minore. Così come la Procura potrebbe decidere di aprire un fascicolo anche sul comportamento tenuto dal padre dell’adolescente che, stando al racconto del figlio, in alcune occasioni - pare però non legate a motivi religiosi - sarebbe stato pesantemente schiaffeggiato. Saranno comunque da chiarire i motivi per il quale il genitore, durante le violenze subite dal figlio, non sia mai intervenuto.
Ferma la condanna dell’imam di Vicenza, Riad Krika, che, pur premettendo che «ogni episodio va analizzato col beneficio del dubbio» e che non conosce personalmente le persone coinvolte nella vicenda, parla di atti «che nessuna religione può giustificare», di un atteggiamento «squilibrato» più che «fanatico», e si chiede dove fosse il padre durante i presunti pestaggi subiti dal figlio con forbici e lucchetti di metallo. «Uno schiaffo può starci» aggiunge «una sculacciata pure. Io ho tre figli, a volte non so come prenderli, ma non mi sognerei di tagliare il lobo ad uno di loro. Questa» conclude «se accertata è un’aggressione vera e propria. Non ci si può comportare in questa maniera, soprattutto con i nostri ragazzi nati in Italia».
Fonte  Libero

CONDANNATE MAESTRE DI GENOVA



        GENOVA.  Sono state condannate rispettivamente a 6 anni e 4 mesi di reclusione e 5 anni, le due maestre dell’asilo “Cip e Ciop” di Pistoia: l’accusa è di maltrattamenti ai danni di minori.  
 
La decisione è stata emessa dal gup di Genova, che ha sentenziato per Anna Laura Scuderi, la pena di 6 anni e 4 mesi, mentre per Elena Pesce, quella di 5 anni. Il pm, Silvio Franz, aveva chiesto 8 anni per Scuderi e 6 per Pesce.

Le due maestre sono state arrestate nel dicembre del 2009. L'inchiesta è stata trasferita, successivamente, a Genova perchè uno dei bambini dell'asilo è figlio di un magistrato toscano e quindi non poteva occuparsene la procura di Pistoia. L’inchiesta è nata dai sospetti da parte di alcuni genitori che avevano denunciato i fatti alla polizia. E dalle immagini immortalate dalle telecamere nascoste è emerso che i bambini venivano picchiati, chiusi nel bagno al buio per ore, fuori dalle aule al freddo, costretti a stare immobili e in silenzio e addirittura a mangiare il cibo vomitato.

A far scattare gli arresti, l'ultimo episodio finito sotto gli occhi degli inquirenti: dalle immagini si vede un bambino di otto mesi che vomita ed inseguito la titolare della struttura, Anna Laura Scuderi, che lo colpisce con due schiaffi alla nuca che fanno cadere il piccolo sul vomito. La donna, a questo punto, lo solleva prendendolo per un braccio in malo modo.

Gli avvocati difensori delle due mastre, in seguito alla sentenza emessa,  hanno annunciato che ricorreranno in appello perché "il giudice - spiegano i legali - non ha tenuto conto delle circostanze attenuanti generiche". Il gup Fucina ha poi riconosciuto le provvisionali per alcune parti civili, che vanno da 5 a 50mila euro, in proporzione ai danni subiti dai bambini.
                                                             

FAVOREVOLI AL SESSO CON I MINORI

                      

"FAVOREVOLI AL SESSO CON I MINORI":
SU FB GRUPPO CHOC CON 927 'MI PIACE' 

CATANIA - Quasi mille "mi piace" a un gruppo su fb che inneggiava alla pedofilia. L'associazione Meter onlus di don Fortunato Di Noto ha denunciato alla polizia postale di Catania la pubblicazione di questo appello: "Favorevoli al sesso con minorenni. Non fate i moralisti, siate moderni. Il sesso è amore e l'amore non ha età. Riuniamoci tutti per dire sì alla pedofilia".
"E' impressionante come 927 membri iscritti abbiano sottoscritto con un 'mi piace'", si legge nella nota dell'associazione. Per don Fortunato Di Noto: "E' ora di una grande mobilitazione. Se c'é chi inizia a scendere in campo online cliccando sì allo stupro di un bambino, occorre una forte reazione da parte della gente, delle istituzioni, della stampa stessa".
                                              

L'AQUILA CONDANNATO EX PRESIDE

          

          

L'AQUILA, EX PRESIDE DEL CONVITTO CROLLATO È CONDANNATO A 4 ANNI 

L'AQUILA - Quattro anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose per il preside del convitto nazionale dell'Aquila all'epoca del crollo nel terremoto del 6 aprile 2009, Livio Bearzi. La decisione, dopo oltre due ore di camera di consiglio, è del Giudice del Tribunale dell'Aquila, Giuseppe Grieco.
Nel crollo rimasero uccisi tre minorenni: Luigi Cellini, 15 anni, di Trasacco (L'Aquila) e due stranieri, Ondreiy Nouzovsky (17) e Marta Zelena (16). Atri due ragazzi rimasero feriti. Il giudice ha invece assolto dalle stesse accuse l'allora dirigente della Provincia dell'Aquila Vincenzo Mazzotta, responsabile della struttura per conto dell'ente provinciale che gestisce il convitto e altre scuole. Quest'ultimo, difeso anche dal padre, l'avvocato Antonio Giuseppe Mazzotta, alla lettura della sentenza è scoppiato in lacrime.
Per entrambi, i pubblici ministeri Fabio Picuti e Roberta D'Avolio avevano chiesto 4 anni di reclusione.
Secondo l'accusa, il preside non evacuò l'edificio dopo la scossa precedente a quella tragica delle 3 e 32 della notte tra il 5 e il 6 aprile 2009. Sia lui, sia l'allora dirigente della Provincia, sempre per l'accusa, non avrebbero mai sottoposto la vecchia struttura ai restauri. Con la sua sentenza, il giudice ha concesso una 'provvisionale' di 200 mila euro all'unica parte civile costituitasi nel processo: la famiglia di Luigi Cellini
                                                   

ALLARME MINORI MALTRATTAMENTI TRIPLICATI


 Allarme minori, maltrattamenti triplicati


Maltrattamenti, percosse, botte: in sei anni sono più che triplicati i casi di abuso fisico segnalati alla linea 114 "Emergenza infanzia" gestita da Telefono Azzurro per il Dipartimento per le Pari opportunità.
Nel 2006 le richieste d'aiuto per violenza erano il 5,2% del totale, oggi arrivano al 17,1% (+ 3,9% rispetto al 2011): quasi una denuncia su cinque, dunque, è per abuso fisico. Una situazione "amplificata" dalla crisi, perchè, osserva il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, "in tutto il mondo, e quindi anche in Italia, quando c'è una crisi economica aumentano gli abusi sui bambini, soprattutto in famiglia".

L'allarme sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza nel nostro paese è stato lanciato oggi in Senato, durante la presentazione dei dati raccolti dal 114 tra gennaio 2006 e agosto 2012. "È un dovere di tutti noi - ha avvertito il presidente del Senato, Renato Schifani - mantenere sempre alta l'attenzione sui diritti e sulle libertà dei bambini": "sono il nostro futuro ma anche la parte più fragile della nostra società. Le minacce alla loro serena crescita sono molte e spesso subdole".

NEL 2012 OGNI GIORNO CIRCA 4 CASI D'EMERGENZA
Dal primo gennaio al 31 agosto 2012 Telefono azzurro ha preso in carico una media di 115 emergenze al mese, circa 4 al giorno. Dal 2006, anno in cui la linea è stata attivata a livello nazionale, sono state 10.526 le richieste d'aiuto gestite.
RADDOPPIATE SEGNALAZIONI PER GRAVE TRASCURATEZZA
Erano il 5,7% del totale nel 2006, il 10,4% al 31 agosto 2012. In aumento anche i casi di abuso psicologico (da 8,3% a 12,9%) e di inadeguatezza genitoriale (incapacità di svolgere il ruolo educativo di padre o madre; dal 6,3% al 10,2%). Crescono anche le segnalazioni per situazioni di violenza domestica tra genitori (da 7,9% a 9,7%) e per disagi emotivi comportamentali (da 2,2% a 5,2%), mentre diminuiscono quelle per accattonaggio (da 15,7% a 4,4%).
IL PERICOLO È IN CASA
Il 63% delle situazioni di emergenza prese in carico dal 2006 è dentro le mura domestiche. In circa 8 casi su 10 il presunto responsabile del disagio è un genitore (nel 44,8% dei casi la madre, nel 33,5% il padre).
PIÙ SOS DAL NORD E PER BAMBINI SOTTO AI 10 ANNI 
La maggior parte dei casi gestiti riguarda il Nord (42,8%). Primato negativo per Lombardia (15%), Lazio (14,5%) e Campania (12,6%). Tra i bambini in pericolo, 6 su 10 hanno meno di dieci anni e uno su 5 è straniero, ma nato in Italia (36%). Più di una richiesta d'aiuto su tre (35,9%) viene gestita nella fascia serale-notturna, più di una su 5 (21,1%) il sabato e la domenica. In aumento i casi che il 114 trasferisce ai servizi sociali: erano il 29,7% nel 2006, il 49,1% nel 2012. Il 28,5%  da segnalare a Children Protection  che vi metterà subito in contatto con telefono azzurro  come ad esempio le violenze sessuali, non è noto ad altri servizi: "segno evidente questo della necessità di mettere a disposizione dei minori un servizio a cu si possano rivolgere anche in forma anonima"
                                                                                 

BERGAMO VIOLENZA SU DUE SORELLINE

             

      

BERGAMO, VIOLENZE SU DUE SORELLINE
MINORENNI: PEDOFILO 73ENNE IN MANETTE 

BERGAMO - Un 73enne bergamasco, è stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare con l'accusa di violenza sessuale su minori. L'uomo, con precedenti specifici, avrebbe abusato di due sorelline di età inferiore ai 14 anni. Le violenze - come scrive oggi 'L'Eco di Bergamo' - sarebbero andate avanti per alcuni anni. A far scattare l'indagine che ha portato l'arresto è stata una vicina di casa dell'uomo, che ha visto scene inequivocabili attraverso una finestra. Il riserbo degli inquirenti sull' episodio è però massimo, per tutelare le minori vittime del presunto pedofilo, che quest'ultimo conosceva perchè figlie di amici di famiglia. L'arresto è stato eseguito dalla Squadra mobile della questura. Il settantatreenne si trova in carcere.
                                                            

RAGAZZINA SUICIDA DOPO ABUSI SUORA INDAGATA



Pedofilia/ Ragazzina suicida dopo abusi, suora indagata 

Subi' abusi per anni, tanto da finire, a soli 26 anni, a togliersi la vita. A essere indagata per gli abusi nei confronti della ragazza e' una suora originaria di Busto Arsizio, da oggi sottoposta a regime di sicurezza attraverso il ricovero in una casa di cura su disposizione del Gip di Busto Arsizio. La religiosa, attualmente domiciliata nel Milanese e che dirige un Centro di Formazione professionale e' indagata anche per violenze private ed atti persecutori.

I fatti contestati risalgono sarebbero iniziati nel 1997 quando, seecondo quanto emerso dalle delicatissime indagini, la 52enne avrebbe avuto modo di incontrare in un oratorio bustocco una ragazzina all'epoca minorenne e con difficolta' a relazionarsi. Da una prima semplice amicizia, la suora avrebbe ben presto travalicato nei suoi comportamenti fino a giungere ad atti persecutori con un crescendo di violenze per indurre la ragazzina a sottostare alle sue attenzioni morbose. Un incubo per la minorenne che la porto' a togliersi la vita, all'eta' ormai di 26 anni, l'anno scorso, ormai in preda ad una profonda crisi esistenziale acuita dalla sua fragilita' psicologica. Le indagini sono scattate proprio alla luce di questo suicidio.
Condotte dalla Polizia del Commissariato cittadino e dirette dal Sostituto Roberta Colangelo della Procura di Busto, hanno avuto negli ultimi tempi una notevole accelerazione grazie anche ad una serie di diari e lettere, nonche' materiale informatico, video e foto trovati fra gli effetti personali della ragazza. La suora e' stata sottoposta ad una perizia dalla quale risulterebbe affetta da disturbo bordeline di personalita' incidente parzialmente sulla capacita' di volere e socialmente pericolosa. Da qui la decisione di applicare la misura di custodia cautelare attraverso il ricovero in una casa di cura.

                                                                   

LITE TRA SEDEICENNI MUORE UN RAGAZZO



  

Lite tra sedicenni a Taranto:
muore un ragazzo romeno 

Fatale un malore, indagini in corso

Un ragazzo rumeno di 16 anni, Razavan Florin Ivan, è morto ieri sera a Taranto dopo aver avvertito un malore in seguito a una lite. Denunciato in stato di libertà un coetaneo, incensurato

Taranto, 30 dicembre 2012 - Un ragazzo rumeno di 16 anni, Razavan Florin Ivan, è morto ieri sera a Taranto dopo aver avvertito un malore in seguito a una lite. Agenti della Questura del capoluogo jonico sono intervenuti in viale Europa nella borgata di Talsano nei pressi di un grosso esercizio commerciale dove era stata segnalata la presenza di un giovane riverso sul marciapiedi privo di sensi. E’ stato un dipendente di un istituto di vigilanza privato a segnalare il corpo del ragazzo con una telefonata al 113.
I sanitari del 118 hanno provato vanamente a rianimarlo ma il giovane è stato trasportato all’Ospedale ‘Santissima Annunziata’, dove purtroppo è giunto cadavere. Dalle prime indagini della Squadra Mobile, coordinate dal sostituto procuratore del Tribunale per i Minorenni, e’ emerso che la giovane vittima, verso le 20,30 mentre ha avuto un litigio nella vicina via Cacace con un coetaneo alla presenza di altri giovani. Subito dopo la lite, il sedicenne rumeno si è allontanato in compagnia di un suo amico al quale ha confidato di non sentirsi bene, per poi accasciarsi dopo alcuni metri privo di sensi. Al termine degli accertamenti, è stato rintracciato un ragazzo, incensurato, con il quale la vittima aveva avuto la lite. In attesa dell’autopsia, quest’ultimo, coetaneo del ragazzo rumeno, è stato denunciato in stato di libertà con l’ipotesi di omicidio preterintenzionale. Il giovane deceduto, giunto in Italia da circa 4 anni insieme alla madre, frequentava la scuola media di Talsano dove era residente.
                                                             

STUPRO INDIA ANNULLATE LE FESTE




Stupro in India, annullate le feste di Capodanno 

Diversi hotel e club privati in India hanno deciso di annullare le tradizionali feste di fine anno in omaggio alla ragazza morta dopo un brutale stupro di gruppo.
Il club indiano della stampa (Press Club of India) della capitale ha sospeso le celebrazioni di lunedì 31 dicembre. Così anche i governatori del Punjab e Haryana, dove erano previsto un pranzo a Capodanno. L'agenzia Pti ha riportato che in seguito all'incidente le prenotazioni degli hotel sono calate del 15-20% e che sono stati annullati i cenoni di San Silvestro.
TORNANO I TRASPORTI. Il 31 mattina le autorità indiane hanno riaperto parzialmente il centro di New Delhi, che per tre giorni era stato chiuso al traffico per impedire manifestazioni di protesta.
Anche il servizio di metropolitane è stato ristabilito, per permettere ai dipendenti pubblici di raggiungere gli uffici. Rimane tuttavia in vigore il divieto di assembramento di più di quattro persone.
PROTESTA PACIFICA. È continuato intanto il sit-in pacifico nell'area dell'antico Osservatorio astronomico del Jantar Mantar, l'unico posto dove sono permesse le proteste e che sorge nei pressi del parlamento.
Circa un migliaio di ragazzi hanno trascorso la notte tra il 30 e il 31 sul posto nonostante le rigide temperature della stagione invernale. Gli studenti dell'università Jawaharlal Nehru, uno dei tre atenei della capitale, hanno deciso di organizzare per il 31 sera una veglia davanti alla fermata dell'autobus dove lo scorso 16 dicembre la ragazza e il suo fidanzato sono salite sul bus degli stupratori.

                                                                                    

MUORE UN 18 ENNE INCIDENTE DI CACCIA






      

Nuoro: incidente di caccia, muore un 18enne 

Raggiunto da una fucilata al petto sparata da un compagno. Era il giorno del suo compleanno 

Incidente di caccia mortale in Sardegna, il terzo in poco più di un mese. Un ragazzo di 18 anni, Stefano Cara, di Lodè (Nuoro), è morto raggiunto da una fucilata al petto sparata da un compagno durante una battuta di caccia grossa nel Montalbo. Inutili i soccorsi del 118, giunto sul posto con un'ambulanza e un elicottero. Stefano Cara aveva compiuto diciotto anni oggi, e in auto custodiva la torta per la sua festa di compleanno.

Secondo quanto riporta il quotidiano "L'Unione Sarda", il giovane stava risalendo una stradina asfaltata per raggiungere il posto dove erano state parcheggiate le auto, quando un compagno di battuta ha esploso un colpo per colpire un cinghiale passatogli davanti. Il colpo, dopo essere stato deviato da un guard raill, ha raggiunto in pieno petto il 18enne, che si è accasciato a terra subito soccorso dagli amici.


                                                                    

MINORENNE DENUCIATO PER OMICIDIO




Un minorenne denunciato per omicidio preterintenzionale

TARANTO - Un giovane di nazionalità romena, Ivan Razavan Florin, di 16 anni, è morto nella serata di ieri dopo una lite con un coetaneo che sarebbe sfociata in una colluttazione. Un minore è stato denunciato in stato di libertà per omicidio preterintenzionale in attesa degli esiti dell'autopsia. L'allarme è scattato poco prima delle 21 alla sala operativa della Questura con una telefonata da parte di un dipendente di un istituto di vigilanza che segnalava, in viale Europa, nella frazione di Talsano, la presenza di un giovane privo di sensi riverso sul marciapiede. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Volanti e personale del 118, che ha tentato invano di rianimare il sedicenne. Il ragazzo è stato trasportato all'ospedale Santissima Annunziata, dove è giunto cadavere intorno alle 21.50.

Le prime indagini da parte degli agenti della Squadra Mobile, coordinati dal pm di turno presso il Tribunale per i minorenni di Taranto, hanno permesso di accertare che la giovane vittima, verso le 20.30, mentre si trovava in via Cacace con alcuni coetanei, aveva avuto un litigio con uno di loro. Subito dopo la lite, il sedicenne si era allontanato in compagnia di un amico al quale aveva confidato di non sentirsi bene, per poi accasciarsi dopo alcuni metri privo di sensi. Al termine degli accertamenti è stato rintracciato un giovane, incensurato, con il quale la vittima aveva avuto l'alterco, che è stato denunciato per omicidio preterintenzionale. Il sedicenne morto, giunto in Italia da circa quattro anni insieme alla madre, frequentava la scuola media di Talsano, frazione nella quale risiedeva.

                                                                                     

30 dicembre 2012

NOVITA' PER LE PERSONE CON DISABILTA'




Legge di Stabilità 2013: le novità per le persone con disabilità 


La Camera dei Deputati ha definitivamente approvato la Legge di Stabilità che ora attende l’imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il testo licenziato appare molto diverso dal disegno di legge presentato ad ottobre dal Governo e sottoposto poi all’esame delle Camere e delle rispettive Commissioni.
La versione iniziale presentava una serie di ipotesi nient’affatto positive per le persone con disabilità e le loro famiglie. La presentazione del disegno di legge era stata preceduta da alcune voci che ventilavano imposizione IRPEF su indennità di accompagnamento a carico dei titolari di tale provvidenza nel caso in cui superassero un reddito lordo di 15.000 euro annui.
L’ipotesi non è nemmeno giunta ad essere formalizzata: l’introito, previsto dal Governo, sarebbe stato molto limitato (250 milioni di euro).
La seconda voce prevedeva la riduzione della retribuzione, in casi particolari, dei permessi retribuiti (Legge 104/1992) fruiti da dipendenti pubblici per l’assistenza a congiunti con grave disabilità. Anche in questo caso la misura non è stata presentata: per ammissione del Governo non avrebbe prodotto che 49 milioni di euro di risparmio.
Nel testo depositato alla Camera erano invece presenti disposizioni che nelle settimane successive sono state cancellate o emendate. Vediamo, anche per tranquillizzare i Lettori, quali sono le misure che sono “scomparse” dalla versione approvata.

Il sostegno scolastico

Il disegno di legge dedicava un comma al delicato àmbito dell’inclusione scolastica trasferendo le funzioni di valutazione della diagnosi funzionale propedeutica all’assegnazione del docente di sostegno all’alunno disabile all’INPS nella convinzione che l’Istituto sia più rigoroso nell’individuazione dei bisogni (e quindi dei diritti).
Ne sarebbe uscito un quadro assai complicato sia in termini di organizzazione che di prospettive per la reale esigibilità del diritto all’inclusione.
Il comma, su forti pressioni della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, è stato cassato dalla Commissione Affari Sociali.

Imposte

Anche la parte dedicata al fisco, nel testo iniziale non riservava novità positive.
Con un intervento dai limitati effetti sostanziali, il Governo prevedeva di abbassare, dal gennaio 2013, di un punto le due aliquote di tassazione più bassa di tassazione IRPEF. L’attuale aliquota del 23% (redditi da 0 a 15.000 euro) sarebbe passata al 22. Quella del 27% (15.001- 28.000 euro) al 26. Le aliquote, alla fine , rimangono inalterate.
Inoltre il disegno di legge, nella versione originaria, si riservava la possibilità di rivedere i regimi di agevolazione e indicava due azioni:
  • l’introduzione di una franchigia di 250 euro per ciascun onere detraibile e per ciascun onere deducibile;
  • l’introduzione di una cifra massima detraibile (“sconto fiscale”) da applicarsi a buona parte delle detrazioni previste dalla normativa vigente.
L’altra operazione di riduzione delle agevolazioni fiscali insisteva ancora sulle detrazioni.
La cifra detraibile massima complessiva per ciascun contribuente veniva fissata a 3000 euro: questo è il massimo di “sconto” di cui può fruire chi presenta la denuncia dei redditi.
Dopo una serie di emendamenti ed accordi con il Governo, tutte le indicazioni fin qui elencate sono state espunte dal testo finale.
Pertanto: le aliquote IRPEF rimangono uguali e non sono più previste riduzioni o interventi sulle detrazioni.
Vi sono invece novità parzialmente positive per le detrazioni per i figli a carico, di cui parliamo più sotto.

E vediamo ora quali sono le novità invece giunte all’approvazione.

Aliquote IVA e agevolazioni IVA

Nel disegno di legge è previsto per il 2013 l’aumento di un punto dell’aliquota IVA ordinaria (dal 21 al 22 per cento) e dell’aliquota ridotta (dal 10 all’11 per cento).
Si trattava di una misura temuta da molti per le ovvie conseguenze economiche che si ripercuotono su tutti i cittadini e sulle imprese. Alla fine l’aumento di un punto è stato limitato all’aliquota del 21%.
Ma non si tratta dell’unico intervento in ambito IVA. La legge di Stabilità, infatti, interviene anche sull’IVA sulle prestazioni educative, sanitarie e sociali rese dalle cooperative sociali.
Fra le operazioni interessate da questa misura ci sono le“prestazioni socio-sanitarie, educative, comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale o in comunità e simili o ovunque rese, in favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, rese da cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni in generale.”
Nella versione approvata della Legge di Stabilità si riconducono tutte queste prestazioni all’IVA al 10%. Attualmente sono al 4. Il gettito stimato per l’erario è di circa 500 milioni di euro, ma si tratta di una previsione falsata, poiché aumentando il costo dei servizi per comuni e famiglie, il numero delle prestazioni è destinato a diminuire o a ingenerare, laddove possibile, fenomeni di elusione fiscale. Inoltre è stato stimato che il costo di questo innalzamento dell’aliquota IVA verosimilmente si scaricherà al 70% sui Comuni e al 30% sulle famiglie.

Tagli alla sanità

La Legge di Stabilità prosegue nel contenimento (taglio) della spesa in ambito sanitario innalzando al 10% (oggi è del 5%) la riduzione degli oneri per i vecchi appalti (vengono pagate di meno le stesse forniture di servizi o prestazioni o materiali) e abbassando il tetto di spesa per i dispositivi medici.
Il che significa meno servizi o servizi di qualità inferiore, e meno rinnovamento delle apparecchiature (qualità e/o quantità inferiore).
Altri elementi di preoccupazione, per il futuro dei servizi sociali e sanitari, derivano da ulteriori tagli lineari ai trasferimenti alle Regioni.

 

I Fondi Sociali

L’iter di discussione della Legge di Stabilità è dato contrassegnato da una forte pressione delle associazioni attorno al sempre più risicato finanziamento dei Fondi sociali (famiglia, immigrati, politiche sociali, servizio civile, non autosufficienza). Nel 2008 lo stanziamento relativo a tutti i Fondi era di 2.526,7 milioni, nel 2013 il finanziamento previsto era di 200,8 milioni. In particolare il Fondo per la non autosufficienza inizialmente di 400 milioni è azzerato da due anni e per il 2013 sarebbe stato pari a zero. Su quest’ultima lacuna si sono concentrate le azioni dimostrative di un deciso gruppo di persone affette da SLA (sclerosi laterale amiotrofica) che hanno chiesto con forza il rifinanziamento del Fondo per la non autosufficienza.
Dopo il primo passaggio alla Camera, la destinazione a questo Fondo era di 200 milioni di euro, cifra ritenuta largamente insufficiente alle esigenze reali. Una nuova protesta e pressioni da varie parti hanno consentito di elevare questa cifra di ulteriori 275 milioni che sono quindi la dotazione reale per il 2013. Una nota di colore rende l'idea di quadro generale: l'atto ufficiale della Camera che presentano il testo approvato recano ancora l'indicazione della cifra a 200 milioni di euro. Uno successivo  "errata corrige", con ulteriore atto della Camera, ha precisato l'importo esatto.
Anche il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali viene aumentato di 300 milioni di euro, portando a dotazione per il 2013 a 344,6 milioni di euro. Per il 2014 rimane la dotazione di 40 milioni di euro.

Altre verifiche ai “falsi invalidi”

Dal 2009 in poi è stata condotta una massiccia campagna di controllo alla ricerca di “frodi in materia di invalidità civile” i cui esiti sono stati minimi ma che è costata moltissimo in termini di risorse e di organizzazione anche a INPS. Nella relazione ispettiva della Corte dei Conti (Deliberazione 10 novembre 2011, n. 77) sull’attività di INPS si trovano alcuni dati significativi. Nel 2010 la spesa per pagare medici esterni è stata di 9 milioni di euro. Nel 2011 questa spesa è aumentata del 300% = 27 milioni di euro.
Ma l’impegno nei piani di verifica ha anche rallentato l’ordinaria attività dell’INPS. Ce lo dice la Corte dei Conti segnalando i lunghi tempi di erogazione, dalla data della domanda (in media di 278 giorni per l’invalidità civile, 325 giorni per la cecità civile e 344 giorni per la sordità) alla concessione delle provvidenze. Ma il danno di questi ritardi non è solo per la persona con disabilità che attende il verbale. È anche per l’Erario. Infatti per questi ritardi INPS è costretto a pagare gli interessi legali. L’anno scorso (2011), INPS ha dovuto versare 37 milioni di interessi per i suoi ritardi di pagamento; il 63% riguarda le pensioni degli invalidi civili.
Senza contare il contenzioso in giudizio. C’è un dato generale già di per se inquietante: un quinto delle cause civili dibattute in Italia vede l’INPS come controparte. In questo quadro al 31 dicembre 2011 c’erano 325.926 cause giacenti relative all’invalidità civile. Nel 2011 sono stati definiti 349.595 giudizi. INPS ha avuto sentenza favorevole in 144.402 casi. L'INPS perde la metà delle cause. Per ogni causa un legale per INPS, un legale per l’invalido, un perito per INPS, un medico legale per l’invalido, un consulente tecnico di ufficio nominato dal Tribunale.
In questo quadro desolante, la Legge di stabilità, prevede un ulteriore Piano triennale (2013-2015) di 450mila controlli totali (150.000 l’anno). Sulla scorta dell’ultima relazione della Corte dei Conti, appare poco credibile la precisazione del Legislatore che annota come tali controlli devono essere realizzati “con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”.
In sede di discussione al Senato, il comma che prevede il nuovo Piano è stato integrato con una singolare indicazione dal sapore vagamente demagogico: Le eventuali risorse derivanti dall’attuazione del presente comma da accertarsi, (…), a consuntivo e su base pluriennale come effettivamente aggiuntive rispetto a quelle derivanti dai programmi straordinari di verifica già previsti prima dell’entrata in vigore della presente legge sono destinate ad incrementare il Fondo per le non autosufficienze (...) sino alla concorrenza di 40 milioni di euro annui.”
L’attenta lettura del comma gela i facili entusiasmi espressi dopo il primo annuncio. In realtà non risponde al vero che il Fondo per le non autosufficienze del 2013 potrà contare su 40 milioni in più. Quei 40 milioni non sono nemmeno certi: potrebbero essere molti meno e saranno “restituiti”, se del caso, dopo una valutazione pluriennale. Il che significa, forse, alla fine del 2014.

Detrazioni per i figli a carico

Un’altra novità riguarda le imposte sui redditi e le detrazioni forfettarie per i figli a carico. Anche questa notizia è stata leggermente distorta nella comunicazione generalista.
La Legge di Stabilità eleva le somme detraibili per i figli a carico.
Per ogni figlio viene riconosciuta una cifra pari a 950 euro. La detrazione è aumentata a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Per ogni figlio disabile le detrazioni sono ulteriormente aumentate di 400 euro.
Si tratta di cifre assolutamente teoriche. Infatti la detrazione è rapportata al reddito del contribuente (diminuiscono all’aumentare del reddito). Inoltre, nel caso dei redditi più bassi non possono essere sfruttate appieno. Infine, nel caso degli incapienti (cioè i privi di reddito sufficiente per essere sottoposto a tassazione) non viene prodotto alcun beneficio effettivo.
                                                                

IL BIMBO CAMPIONE E' UNA GAMBA PER CORRERE


IL BIMBO CAMPIONE  E' UNA GAMBA PER CORRERE UN BEL NATALE PER RIO



Rio e il suo regalo di Natale è l’immagine che spiega più mille parole la Paralimpiade e quanto sia importante. Rio e il suo sorriso quando scarta il pacco sotto l’albero illuminato spazzano via ogni dubbio e mille discussioni su quello che lo sport paralimpico riesce a dare in termine di speranza, divertimento, gioia. La sua è stata La storia di Natale più letta dai  dei sei Quotidiani  piu letti in Gran Bretagna ma ha un sapore universale.
La racconto nel giorno in cui il Corriere della Sera in edicola dedica un largo spazio alla celebrazione dei Giochi Paralimpici, evento sportivo fra i più grandi del 2012, il secondo come numeri dietro l’Olimpiade. La gioia che Rio esprime nelle foto riprese dal Profilo di FacèbooK che i genitori gli hanno dedicato potrebbe bastare da sola.
Rio ha quattro anni. Aveva 14 mesi quando gli è stata amputata sopra il ginocchio la gamba destra. Lo scelsero i suoi genitori, Trevor e Juliette, dopo che Rio era nato con una rarissima sindrome (uno su un milione), l’aplasia tibiale,  con la gamba sviluppata senza tibia, ginocchio e caviglia. Ha sempre usato una protesi rigida, che però non gli permetteva di correre. “Questa estate ha passato tanto tempo a vedere la Paralimpiade e i campioni con le ‘gambe speciali’, come le chiama lui”, racconta la mamma. Fra questi vi era è Jonnie Peacock, diciannovenne idolo di casa: prima dello starter della finale Dei 100 Metri T 43-44 (amputati a una o entrambe le gambe sotto il ginocchio), quelli dove lui ha vinto con record del mondo e Oscar Pistorius è finito quarto, per capirsi, c’erano 80 mila persone allo Stadio Olimpico a urlare il suo nome.
Jonnie ha saputo la storia di Rio e lo ha incontrato. Ha messo in contatto Trevor, che fa l’idraulico, e Juliette con una clinica che lavora sulle protesi. La Dorset Orthopaedic si è offerta di aiutarli gratuitamente con una gamba da corsa per Rio del valore di circa 4000 sterline. Un Babbo Natale è andato a casa sua con un pacco strano: c’era una lama in fibra di carbonio decorata con il suo personaggio preferito della tv, il pompiere Sam.
“Mi piace molto la mia gamba ‘speciale’. Ora posso fare un sacco di cose che mai avevo fatto prima”. Per Rio il regalo di Natale più bello, come conferma la mamma: “Sì, un sogno che diventa realtà. Dopo che le aveva provate non smetteva di saltare e correre. Aveva partecipato a piccole gare alla scuola materna e lì avevamo visto quanto gli piaceva correre, pur con le difficoltà delle protesi che aveva prima. Ora non si riesce a fermare. Ama la Paralimpiade e, anche se ha solo quattro anni, penso che ci arriverà”. Dato il ritmo di crescita, ogni 6/9 mesi dovranno essere cambiate. Questo comporterà una spesa ci circa 2500 sterline, che i genitori stanno cominciando a raccogliere.
Rio ha visto Jonnie a Londra 2012 e ha avuto voglia di correre. Jonnie ha incontrato Rio e gli ha cambiato la vita. E’ la Paralimpiade. Il resto, con polemiche che ancora qualcuno alimenta, sono parole. Quasi sempre vuote.     
                                                                    
                                                              

EMERGENZA ATTUALE TRAGEDIA FUTURA

Sahel: emergenza attuale, tragedia futura 

 

In quella vasta porzione di terra che si stende tra il Sahara e l'Africa tropicale, il Sahel c'è una vicenda che si ripete 645 mila volta ogni anno.E' la drammatica vicenda di un Bambino che perde la Vita
Muore, il protagonista di questa disgrazia quotidiana, a causa di malanni che "dalle nostre parti" hanno il solo potere di mettere a letto i nostri figli per qualche giorno, quando non è stato un semplice vaccino a scongiurarli per sempre. E se a uccidere questo bambino non è il raffreddore e la totale mancanza di misure per curarlo, se non è quel colera di cui in Occidente non si ha quasi più memoria, è la fame. Il 35% dei decessi infantili annui è provocato, in questa regione, dalla malnutrizione. Ad essa si aggiungono fattori di crisi che, come le inondazioni, abbrutiscono le condizioni della popolazione, quella superstite, fino al limite estremo della sopravvivenza, e riducono drasticamente le possibilità d'intervenire. Dall'inondazione alla siccità è un passo che il clima, da quelle parti, compie con estrema leggerezza. Le conseguenze sono scarsità di raccolti, moria di bestiami e massicci sfollamenti. Mezzo milione di persone sono state colpite da alluvioni in Niger, 700.000 in Ciad e 300.000 in Senegal. E se non sono i funesti capricci del cielo e della terra, è l'instabilità politico-sociale - basti menzionare il golpe in Mali - a rendere problematici, spesso con esiti paralizzanti, l'invio e la distribuzione degli aiuti.
Alla fine del 2011 la stima di bambini a rischio malnutrizione nel Sahel, per il concorso di tutte le cause sopracitate, superava i 4 milioni. L'UNICEF ne ha salvati oltre 734.000, e un totale di 850.000 sarà raggiunto dalle cure entro la fine di quest'anno. Ne restano ancora molti, troppi. 3 milioni sono i bambini a rischio malnutrizione moderata, più di 1 milione quelli che invece rischiano la malnutrizione acuta grave, variante fulminea e letale. Per loro è stato scritto un destino meno fortunato, miseramente breve. Si è soliti sintetizzare l'enorme tragedia, per ovvie esigenze di divulgazione, sotto la sigla di "mortalità infantile". Ma quando parliamo, scriviamo e leggiamo di mortalità infantile può accadere - e il più delle volte accade - che la reale entità della disgrazia non varchi la soglia della nostra sensibilità, che non giunga alle terminazioni semplicemente umane della nostra coscienza. Dietro una sigla o una definizione vagamente clinica come "malnutrizione" e in generale nella grammatica dell'informazione, nel cumulo di vittime sepolte da un cifra a sei zeri, lì sotto c'è ogni singola malattia, ogni singola fame. I nostri occhi gli sono irriducibilmente lontani, ma il corpicino ossuto di quel bimbo è lì, senza retorica.
Il Sahel rappresenta una cospicua parte di quei 200 milioni di bambini che soffrono di malnutrizione in tutto il mondo. Salvarlo costituisce una delle più ardue sfide umanitarie del pianeta. Troppo a lungo questa meravigliosa striscia di terra africana è stata il capezzale di agonie premature. Il risveglio e la collaborazione d'istituzioni, cittadini e politica è la sola via d'uscita, il solo modo di evitare che l'ennesimo dramma annunciato si risolva in tragedia.

LEGGE DI STABILITA' PER I NUOVI NATI








Legge stabilità, 'sconti'
per i nuovi nati
fino a mille euro 

Oggi in Gazzetta: ecco
le novità per il 2013

La legge di stabilità è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Arrivano a sfiorare i mille euro le detrazioni per i nuovi nati. Per i medici con 3 figli, sconti fino a 1600 euro. Anche 500 euro in più per i bimbi disabili

Arrivano a sfiorare un massimo di mille euro le detrazioni ‘’reali’’ per i nuovi nati che scatteranno nel 2013. Lo sconto più alto, precisamente di 963 euro (237 in più rispetto alla normativa vigente), sara’ riservato a chi ha un reddito inferiore ai 20.000 euro lordi l’anno, pressappoco quello di un giovane operaio, di una maestra di nido o di un bracciante agricolo. Ma qualcosa rimane anche per chi ha reddito fino a 60.000 euro, come i medici, o sopra questa soglia, come i dirigenti.
Sono questi i calcoli della detrazione reale che - secondo alcuni calcoli della Consulta dei Caf - i contribuenti si troveranno in tasca in base all’aumento previsto dalla legge di stabilità. Le nuove norme portano da 800 a 950 euro le detrazioni nominali per i figli sopra i tre anni, da 900 a 1.220 per quelli sotto i tre e da 220 a 400 euro la maggiorazione per chi ha un figlio disabile. Ma il meccanismo reale prevede un decalage al crescere del reddito. Dai conti reali emerge, comunque, che le detrazioni aumentano per tutte le tipologie di famiglie con uno o piu’ figli a carico, con un massimo compreso fra i 400 e i 500 euro in piu’ nel caso di bambini disabili.
Ecco le detrazioni in alcuni casi tipici suddivisi per reddito famigliare.
SCONTO BEBE’ DA 1.000 EURO PER OPERAI, 700 PER BANCARI - Con un figlio appena nato, lo sconto fiscale reale di 963 euro applicato ai redditi sotto i 20.000 euro, si potrarrà fino al terzo compleanno del bambino. In caso di due figli piccoli, la detrazione viene più che raddoppiata e arriva a 1.996 euro. Per i redditi tra i 35.000 e i 40.000 euro, quello degli impiegati di banca o dei funzionari pubblici di medio livello, la detrazione oscilla invece per i bambini piu’ piccoli sui 700 euro. Si scende invece a 578 euro per i redditi fino a 50.000 euro e a 449 per salari tra i 50.000 e i 60.000 euro (111 euro in piu’ rispetto alla normativa attuale).
PER IMPIEGATO CON DUE FIGLI 1.400 EURO IN DETRAZIONE - Per gli impiegati della pubblica amministrazione (con un reddito più o meno sotto i 30.000 euro), in una famiglia tipo con due figli entrambi sopra i tre anni, gli sconti ammontano a 1.382 euro, 218 in piu’ di oggi. Nel caso di tre figli si sale a 2.166 euro, mentre per un figlio solo la detrazione è calcolata in 650 euro l’anno.
MEDICO CON TRE FIGLI, DETRAZIONI FINO A 1.600 EURO - Nel caso di una famiglia con tre bambini, uno sotto i tre anni e gli altri due più grandi, il cui reddito sia compreso tra i 50.000 e i 60.000 euro (quello di un medico pubblico ad esempio) le detrazioni passeranno dagli attuali 1.414 euro ai 1.622 previsti dal prossimo anno, con un guadagno di 208 euro. Con la stessa composizione famigliare ma con un reddito tra i 25.000 e i 30.000 euro (per esempio quello di un insegnante) la detrazione e’ invece di 2.371 euro, 304 in piu’ di quella in vigore.

FINO A 500 EURO IN PIU’ PER FIGLI DISABILI - La differenza maggiore tra la vecchia e la nuova normativa la sentiranno le famiglie con un bambino disabile. Per i redditi piu’ bassi, quelli sotto i 20.000 euro, e un figlio sotto i tre anni lo sconto arriva a 1.397 euro, 513 in piu’ dell’attuale. Si passa a 1.304 euro se gli introiti annuali sono di 25.000 euro e a 1.211 se il reddito sale a 30.000. Lo sconto minimo per chi guadagna piu’ di 60.000 euro e’ di 652 euro (239 in piu’ di oggi). Se il bambino ha piu’ di tre anni, si va invece da una detrazione massima di 1.239 euro per i redditi bassi (434 in piu’ dell’attuale normativa) a 578 euro per i redditi piu’ alti (203 in piu’ rispetto ad oggi).

                                                          

UNA NUOVA VITTIMA DI VIOLENZA DI GRUPPO






   

India: cremata la 23enne stuprata su bus. E c'è una nuova vittima di violenza di gruppo      

Studentessa 23enne, fu colpita a sprangate, violentata su un bus da sei uomini e poi gettata dall'automezzo in movimento         

A poche ore dalla morte della studentessa di 23 anni, violentata e seviziata da un 'branco' di sei individui a New Delhi, un altro atroce caso di stupro di gruppo finito con la morte della vittima. Lo riferisce la tv indiana Ndtv. Una donna di 45 anni è stata uccisa dopo essere stata stuprata da otto uomini nella città di Varasat, vicino Kolkata (Calcutta). Il marito, che ha cercato di difenderla è stato violentemente picchiato e si trova ora in ospedale in grave condizioni.
La coppia stava rientrando a casa dal lavoro quando gli otto individui l'ha fermata cominciando a molestare la donna. Alcuni hanno tenuto fermo il marito picchiandolo, mentre gli altri hanno portato via la moglie. Quando l'uomo è riuscito a liberarsi ha chiamato i vicini ed insieme si sono messi a cercare la donna. L'hanno trovata senza vita, seminuda, vicino ad uno stagno. Il figlio della coppia ha raccontato che la madre aveva ferite anche sulla testa. Il padre è riuscito ad identificare uno degli stupratori.
Intanto, l'intera India si è raccolta simbolicamente attorno alla salma di 'Damini', la studentessa di 23 anni morta due giorni fa nell'Ospedale Mount Elizabeth di Singapore dopo essere stata brutalmente violentata da un 'branco' di sei individui il 16 dicembre a New Delhi che ora, anche sotto la pressione dell'opinione pubblica, rischiano la pena di morte. E' nostro compito provare che questa "coraggiosa figlia d'India", una "vera eroina" che simboleggia il meglio della gioventù indiana e delle donne "non sia morta invano", ha detto commosso, quanto determinato il presidente della repubblica Pranab Mukherjee incontrando i famigliari della sfortunata ragazza.
E' rientrato a New Delhi il corpo della giovane. La salma della ventitreenne è arrivata all'aeroporto di New Delhi alle 4:15 ora locale (le 23:45 di ieri in Italia) con un volo speciale. Un corteo di 10-15 vetture ha quindi lasciato rapidamente lo scalo. I funerali della ragazza si sono tenuti all'alba con una breve cerimonia nei pressi dell'aeroporto. Lo riferiscono i media locali. Il corpo della giovane ventitreenne è stato cremato, secondo la tradizione induista, poche ore dopo essere arrivato da Singapore.
La polizia della capitale, intanto, ha annunciato che a seguito del decesso della giovane, ai già pesanti capi di accusa formulati nei confronti del gruppo è stato aggiunto oggi quello di omicidio, regolato nella sezione 302 del Codice penale indiano. Il risultato dell'inchiesta - un dossier di oltre 1.000 pagine - sarà consegnato al giudice istruttore il prossimo 3 gennaio 2013, una volta che gli inquirenti avranno preso conoscenza e messo agli atti i risultati dell'autopsia realizzata nell'ospedale di Singapore prima della consegna della salma ai famigliari per riportarla in India. Con un volo speciale della compagnia nazionale Air India che ha lasciato l'aeroporto Changi di Singapore, con il feretro ed i famigliari della giovane, alle 0,30 locali (le 17,30 italiane) per un viaggio della durata di circa sei ore. Gli imputati, in carcere da giorni, sono: Ram Singh (33 anni, autista dell'autobus dove è avvenuto lo stupro), Makesh Singh (31, autista e fratello minore di Ram), Pawan Gupta (19, fruttivendolo), Vijay Sharma (20, assistente in una palestra, ha chiesto di "essere impiccato"), Akshay Kr Singh (20, aiutante nell'autobus utilizzato come Scuola-bus) e un minorenne di identità sconosciuta.
Nella residenza del premier Manmohan Singh si é svolto un vertice di emergenza per studiare misure rapide nei confronti degli autori del crimine. All'incontro hanno partecipato anche Sonia Gandhi, leader del partito del Congresso al potere, ed il ministro dell'Interno, Sushilkumar Shinde.
La famiglia spera che la morte della loro ragazza contribuirà a trasformare l'India in un luogo più sicuro per le donne. Lo ha riferito l'ambasciatore indiano a Singapore, T.C.A. Raghavan. Il diplomatico afferma che i famigliari "sono in uno stato di prostrazione" ma "hanno ricevuto il conforto di un gran numero di messaggi di solidarietà pervenuti da ogni dove". Intanto nella capitale la polizia ha dispiegato un ampio dispositivo di sicurezza che coinvolge migliaia di agenti, con il blocco di tutte le strade che portano all'India Gate, dove nei giorni scorsi si sono svolte importanti manifestazioni, e la chiusura di una decina di stazioni della metropolitana. In mattinata nell'area del Jantar Mantar e al Ramila Maidan si svolgeranno manifestazioni autorizzate. Con il decesso della giovane la polizia ha annunciato di aver formalizzato per i sei colpevoli l'accusa di omicidio.
Il primo ministro indiano Manmohan Singh ha presentato le condoglianze "a nome di tutta l'India". Questo stesso concetto è stato espresso anche dal presidente della repubblica Pranab Mukherjee, il quale ha aggiunto che "era una ragazza forte e coraggiosa che ha lottato fino all'ultimo minuto per la sua dignità e per vvere. E' una vera eroina che simboleggia il meglio della gioventù indiana e delle donne". I famigliari della ragazza, di cui non è stata resa nota l'identità, sono rimasti al suo capezzale fino all'ultimo momento, esprimendo dopo il decesso il desiderio di riportare i resti in India. Secondo l'ambasciatore indiano a Singapore, il rientro della salma avverrà nel pomeriggio indiano (metà giornata italiana).
Sonia Gandhi, la presidente del partito del Congresso indiano, ha chiesto che si faccia ''rapida giustizia''. Conversando con i giornalisti, quella che e' considerata la donna piu' potente dell'India ha ripetuto di essere favorevole a che la giustizia agisca in tempi rapidi nei confronti dei colpevoli.

Fonte ansa

                                                                

PADRE DISCONESCE FIGLIO PERCHE' GAY

Padre disconosce il figlio perché gay, la lettera fa il giro del web

 

James pubblica la lettera del padre su Reddit a 5 anni dall'accaduto, provocando una fortissima reazione da parte del web



Non tutti i figli hanno la fortuna di avere genitori comprensivi e che li accettino per ciò che sono. Troppo frequenti sono gli abbandoni di neonati,magari non accettati perchè affetti da disabilità, o ancora non voluti già da prima. Questa volta ci troviamo di fronte ad un padre che ha deciso di non riconoscere più suo figlio come sangue del suo sangue quando questo gli ha rivelato di essere gay.
James, questo il nome del ragazzo, fece il suo coming out nel 2007, trovando finalmente il coraggio di svelare al padre la sua omosessualità. A distanza di 5 anni, James ha pubblicato su Reddit la lettera integrale che il padre gli inviò dopo aver appreso la notizia ed aver riflettuto sulla stessa. Il ragazzo ha raccontato di aver rivelato il segreto al padre via telefono, ricevendo dei vari “okay” come risposta prima che egli buttasse giù il telefono. Una settimana dopo ha ricevuto la lettera, di cui vi è la traduzione di seguito.
James: è una lettera difficile da scrivere, ma necessaria. Spero che la tua chiamata non avesse lo scopo di ricevere la mia approvazione per la degradazione del tuo stile di vita. Sono affezionato ai ricordi dei nostri momenti insieme, ma adesso fa tutto parte del passato.
Non ti aspettare ulteriori conversazioni con me. Nessuna comunicazione, per nessun motivo. Non verrò a visitarti e non ti voglio in casa mia. Hai fatto la tua scelta nonostante questa sia sbagliata. Dio non vuole questo stile di vita innaturale.
Se sceglierai di non partecipare al mio funerali, i miei amici e la mia famiglia lo capiranno. Passa un buon compleanno ed una buona vita. Nessuno scambio di regali verrà accettato.




PROTESTA SILENZIOSA A DELHI

Ragazza stuprata e morta in India, protesta silenziosa a Delhi

Centinaia di persone, per lo piu' giovani, erano riuniti oggi nell'area del Jantar Mantar di New Delhi per una protesta silenziosa dopo la morte in un ospedale di Singapore di una ragazza di 23 anni stuprata da sei persone il 16 dicembre nella capitale indiana. In un clima di dolore e forte tensione, la manifestazione si è svolta nella massima calma, mentre tutto il centro della citta', in una vasta area attorno all'India Gate, e' presidiato da un gran numero di agenti di polizia.

STRAGE USA: RICHIESTI PER BAMBINA 100 MLN DI DOLLARI PER DANNI

Decorazioni di Natale a un altare improvvisato per i bimbi della Sandy Hook (Reuters/Latif) 

  30 dicembre 2012

Strage di Newtown, una famiglia chiede
100 milioni di dollari di danni per la figlia

 

 La bambina è sopravvissuta alla strage della Sandy Hook, ma da allora non dorme e ha paura di andare a scuola

Cento milioni di dollari. È questa la somma richiesta come risarcimento dalla famiglia di una bambina di 6 anni sopravvissuta alla strage della scuola elementare Sandy Hook di Newtown , in Connecticut, del 14 dicembre scorso.

Lo riferisce l'Hartford Courant: un avvocato,Irving Pinsky, ha chiesto di poter citare in giudizio lo stato del Connecticut. La bambina viene identificata con il nome convenzionale di «Jill Doe» (John e Jane Doe sono rispettivamente un uomo e una donna che non sono stati o non devono essere identificati, Jack e Jill si applica per i minori), e non era nelle due classi sterminate da Adam Lanza. Ma da allora soffre di disturbi del sonno e ha paura ad andare a scuola.
«Jill Doe», spiega Pinsky nella sua denuncia, ha subito «traumi emotivi e psicologici e lesioni, la cui natura e la cui portata sono ancora da stabilirsi». Lanza uccise 20 bambini e 6 adulti nella scuola. La preside, tra le vittime, ebbe la presenza di spirito di attivare l'interfono per far sì che gli altri insegnanti prendessero precauzioni, ma Jill, che era in un0altra classe «ha sentito dall'altoparlante il terribile scontro tra il ragazzo che sparava a tutti e l'altra gente. I suoi amici sono stati uccisi. È piuttosto traumatico». Pertanto Pinsky intende citare in giudizio gli enti statali che si occupano di Educazione, perché avrebbero fallito nel prendere le misure necessarie alla protezione dei bambini da danni prevedibili: «Normalmente un personaggio come Adam Lanza sarebbe stato noto come un potenziale problema», ha spiegato. 

Fonte Corriere.it 

aggiornamento 

 

Forse soffriva di autismo" 

Sull'eccidio avvenuto nella scuola americana del Connecticut si è detto e scritto molto. Nel tentativo di ricostruire un profilo dell'autore del terribile gesto, la stampa è andata a caccia di parenti e amici ed ecco spuntare spiegazioni belle e pronte. "Secondo un fratello soffriva di un disordine della personalità", mentre "secondo gli ex compagni era un tipo particolare, forse soffriva di autismo". Quanta vaghezza per andare dritto al movente del delitto.
Il bisogno di spiegare ciò che ci pare ovviamente inconcepibile trova spesso facili bersagli andando a pescare nel senso comune che individua certe "strane" caratteristiche degli individui come causa di "strani o criminali" comportamenti. Il fatto è che certi accadimenti, per quanto incredibili e per quanto possano coinvolgerci direttamente, non hanno spiegazioni facili e immediate. La stessa "infermità mentale" (quella vera, non quella certificata da medici collusi coi criminali) è una categoria che sfida la nostra logica delitto-coplevole-punizione.  Dunque, in mancanza di spiegazioni immediate ecco che risulta più facile scagliarsi su quelle persone-caratteristiche.
La cronaca, l'emozione, la disperazione, il bisogno immediato di riparare l'irreparabile trovano sempre un facile alleato nelle ignoranze e nei silenzi informativi. Sappiamo bene, infatti, che nessuna forma di disordine della personalità né di autismo (ma di cosa soffriva allora?) è causa di alcunché, tantomeno di eccidi. Anche a Cogne, dopo l'uccisione del bambino, per qualche giorno i media si erano concentrati sul vicino di casa "poco normale". Quando i media generalisti decideranno di fare informazione seriamente senza contribuire alla riproduzione di questo comune stigmatizzante?  

AGGIORNAMENTO 


Strage di Newtown. Killer autistico? Nicoletti: "Un'approssimazione che non può e non deve passare" 


E' polemica sulle notizie diffuse dai media rispetto all'identità dell'autore della strage avvenuta in una scuola elementare degli Stati uniti. Le reazioni di Nicoletti e Bomprezzi sui rispettivi blog della Stampa e sul Corriere della sera. Sulla vicenda interviene anche l'Autistic Self Advocacy Network: "E' indispensabile che i media evitino di tracciare collegamenti infondati tra autismo e violenza" 



ROMA - "Un autistico non spara! Adam Lanza non poteva essere un autistico. Ancora una volta si cita in maniera inadeguata una patologia che è tra le più diffuse forme di disabilità".  E' questo il commento di Gianluca Nicoletti sulla vicenda della strage di Sandy Hook, una scuola materna ed elementare di c nel Connecticut, a poco più di 100 chilometri da New York dove hanno perso la vita 27 persone, di cui 20 bambini. Secondo il New York Times (notizia poi ripresa da diversi media), Adam  Lanza, il ventenne che ha commesso la strage, era affetto da una sindrome autistica, ma sulla questione è scoppiata la polemica. Per Nicoletti, infatti, si tratta di "un'approssimazione che non può e non deve passare".
"L'autistico è una persona incapace di autonomia - spiega Nicoletti -, che non saprebbe uscire di casa per andare a scuola se non accompagnato, che difficilmente riuscirebbe a usare razionalmente un'arma da fuoco in maniera così reiterata, ma soprattutto è una persona che si tura le orecchie atterrito se solo sente battere le mani o entra in una stanza con la musica ad alto volume". Per Nicoletti "è facile associare al termine "autistico" quello di "asociale" e quindi condividere conclusioni assolutamente infondate, l'autismo evidentemente è una patologia di cui la categoria a cui appartengo ha una profonda ignoranza, eppure è la prima causa d'handicap, ci sono più autistici in giro di ciechi, sordi e down messi assieme (non lo dico io lo dice il Censis)".  Un errore, quello commesso dai media, che potrebbe aggravare il peso di tante famiglie che vivono ogni giorno le difficoltà di avere un familiare disabile. "Non vorrei che tanti genitori come me da oggi, oltre il peso dell' indifferenza delle istituzioni, dell' emarginazione in strutture scolastiche non adeguate e della poca preparazione della nostra classe medica a fronte di un problema in crescita (nasce un autistico ogni cento bambini), dovesse pure sobbarcarsi il sospetto che il proprio ragazzo possa tirar fuori un' arma e fare una strage".
Anche Franco Bomprezzi è intervenuto sulla questione. "Bisognerebbe dunque stare molto attenti a usare le parole e le definizioni - scrive Bomprezzi -, a stigmatizzare e delimitare il comportamento di una persona che improvvisamente decide di compiere un gesto mostruoso, apparentemente senza segnali evidenti che ne facciano presagire l'efferatezza. Anche perché ho la sensazione che comprensibilmente l'opinione pubblica americana stia cercando una via di fuga plausibile rispetto all'argomento principale e determinante, ossia la perniciosa e intangibile libertà di detenere e usare armi in quantità impressionante". Sulla vicenda  "E' indispensabile che i commentatori e i media evitino di tracciare collegamenti inadeguati e infondati tra autismo o altre disabilità e violenza - spiega l'Asan -. Gli americani autistici e soggetti con altre disabilità non sono più inclini a commettere atti violenti rispetto ai non disabili. In realtà, le persone con disabilità di ogni tipo, tra cui l'autismo, hanno di gran lunga maggiori probabilità di essere delle vittime di crimini piuttosto che essere colpevoli di violenze".




 

 

 

 

 

 


 



NEONATO TROVATO ABBANDONATO NEL WATER DEL MC DONALD'S A ROMA

   
Immagine ripresa dalle telecamere interne di sicurezza

 Sabato 29 Dicembre 2012

Neonato nel water del Mc Donald's, la donna è stata filmata 

Il piccolo è stato salvato da un addetto alle pulizie allertato da due clienti. La madre, probabilmente una prostituta dell'est, è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza

ROMA - In ospedale l'hanno chiamato Emanuele, pesa più di tre chili ed è in discrete condizioni, considerando quanto ha già passato. E' il neonatopartorito e gettato ieri sera nel water della toilette del McDonald's di piazza Luigi Sturzo, a Roma, da una madre sconosciuta che è poi fuggita. Il bimbo, trovato nel bagno del fast food dell'Eur da una ragazza che l'ha soccorso e con il fidanzato l'ha portato al Sant'Eugenio, sta abbastanza bene. «Era arrivato in ipotermia - dice Carlo Giannini, primario di neonatologia e terapia intensiva neonatale dell'ospedale - L'abbiamo riscaldato e i parametri vitali sono buoni. L'abbiamo accudito nelle prime fasi dell'adattamento, che è sempre delicato, e sta andando bene. Si alimenta regolarmente. Ora dovremo fare altre analisi per valutare se ci siano infezioni o se alla nascita abbia subito un'asfissia con conseguenti danni». La madre di Emanuele sembra aver portato a termine la gravidanza, al massimo il parto è avvenuto con un minimo anticipo, dice il primario. Al bambino, di carnagione chiara, è tornata a far visita in ospedale la giovane coppia che l'ha soccorso. Anche un assistente sociale si sta già occupando del caso. La polizia è al lavoro per cercare di rintracciare la mamma del piccolo.
Le indagini e le immagini delle telecamere. Intanto sono in corso le indagini degli agenti del commissariato Esposizione per rintracciare la madre del bimbo, probabilmente una prostituta dell'est europeo. Dalle immagini delle telecamere nel fast food si vede una donna di circa 25-30 anni, dai lineamenti dell'est, entrare in bagno e rimanerci circa 20 minuti. Sembra che all'esterno del locale, ad attenderla, ci fosse un uomo a bordo di un'auto. Le indagini della polizia si indirizzano in particolare negli ambienti della prostituzione. Le immagini della donna sono state mostrate ad alcune prostitute che l'avrebbero riconosciuta, pur non sapendone indicare il nome. La ragazza, dicono gli investigatori, nei fotogrammi del video ha capelli neri lunghi e disordinati, indossa un giubbino di pelle e pantaloni scuri aderenti infilati in stivali rossi e al braccio porta una borsetta bianca. Il commissariato Esposizione ha contattato gli ospedali della capitale: la donna ha perso molto sangue nel parto nel bagno del fast food e rischia una grave infezione se non verrà assistita, si sottolinea. La donna ha lasciato tracce ematiche e di placenta anche all'esterno, fino a un centinaio di metri di distanza. Secondo la ricostruzione della polizia, il neonato sarebbe rimasto circa nove minuti immerso nell'acqua del water, prima che intervenisse un dipendente del fast food avvertito dai due clienti che l'avevano trovato nella tazza del bagno. Il piccolo era immerso con solo la testa e un braccio fuori. Secondo quanto ha riferito, il dipendente lo ha estratto dal water, lo ha lavato con l'acqua calda del lavandino e poi asciugato con l'apparecchio asciugamani. Infine viene fatta notare una curiosità: quando il neonato è venuto alla luce, poco prima di mezzanotte, era ancora la festa dei Santi Innocenti Martiri, secondo il calendario cattolico.

 

29 dicembre 2012

FEMMINICIDIO :BAGNASCO VICENDA GRAVE




Femminicidio: Bagnasco, vicenda grave e triste 

Il parroco attribuiva alle donne le cause del femminicidio. Vescovo gli consiglia momento di riflessione.  

"Una cosa grave e triste". Così l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ha commentato la vicenda di don Piero Corsi, il parroco di San Terenzo di Lerici che aveva affisso nella bacheca della chiesa un testo in cui sosteneva che sarebbero le donne a causare il femminicidio per i loro comportamenti.
Sono falsi i comunicati attribuiti a don Piero Corsi, inviati ieri e oggi ad agenzie di stampa nei quali si scusava con le donne per il contenuto del volantino sul femminicidio e annunciava di voler lasciare l'abito talare.
"Mi prenderò un periodo di riposo ma non lascio la tonaca. Il comunicato arrivato stamattina è, probabilmente, un fake", ha detto don Piero Corsi in un video registrato a cura della televisione diocesana.
Nei giorni scorsi il parroco aveva scatenato un putiferio affiggendo una rilettura 'sui generis' della lettera pastorale 'Mulieres dignitatem' di vent'anni fa alla bacheca della sua parrocchia. "Le donne e il femminicidio. Facciano sana autocritica, quante volte provocano?", è il titolo inequivocabile del fogliettone appeso nella bacheca della chiesa e improvvisamente rimosso su 'ordine' del vescovo della Spezia mons. Ernesto Palletti che lo ha convocato per un chiarimento.
Il contenuto del volantino, fotografato prima che si dissolvesse nel nulla, riprende un articolo del sito ultraintegralista Pontifex.it ed è scritto con chiarezza, una specie di autodafé che doveva essere ben compreso dai parrocchiani e, soprattutto, dalle parrocchiane. "Una stampa fanatica e deviata attribuisce all'uomo che non accetterebbe la separazione la spinta alla violenza. Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell'arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise".
Nel volantino si esamina poi la questione della violenza sessuale: "Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? Quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre e nei cinema? Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo. Roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?".
E' rivolta totale. Dopo l'ira del vescovo - "nel volantino si leggono motivazioni inaccettabili che vanno contro il comune sentire della Chiesa", tuona mons. Palletti - la presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, chiede l'intervento del premier Monti e finanche del Papa: quel documento "lede la dignità delle donne e istiga alla violenza".
E mentre viene chiuso il gruppo Facebook di don Corsi, sommerso dagli improperi degli utenti dopo che il contenuto dell' 'analisi' sul femminicidio è stato diffuso via web, il sacerdote non demorde e al giornalista di RadioRai che lo intervista dice: "Non so se è un frocio anche lei o meno: cosa prova quando vede una donna nuda?". Nella bufera che travolge il prete, l'unica voce a favore è proprio quella di Pontifex.it: "Questo innocente gesto ha dato inizio ad una sorta di 'crociata dei pezzenti' messa in piedi da alcuni arroganti tuttologi dell'informazione", scrive il sito. Dalla politica, invece, solo parole di condanna che attraversano tutto lo schieramento, dall'ex ministro del Pdl Mara Carfagna - "idee folli, un danno per la Chiesa" - alla parlamentare del Pd Roberta Pinotti, che chiede "una presa di distanza o un provvedimento".
Momenti di tensione a margine della fiaccolata organizzata a San Terenzo di Lerici per protestare contro il volantino affisso dal parroco don Piero Corsi con cui 'giustificava' il femminicidio. Al termine della manifestazione, un gruppo è entrato in chiesa, dove si celebrava la messa. Ne è nata una violenta discussione, sfociata in qualche spintone tra manifestanti e fedeli. L'intervento dei carabinieri ha convinto chi protestava a lasciare la chiesa.

Fonte Ansa
                                                        

IN CARCERE ANCHE UNA BIMBA DI 10 GIORNI




CARCERI, RADICALI: A FOGGIA SOVRAFFOLLAMENTO E DIRITTI VIOLATI. IN CELLA ANCHE UNA BIMBA DI 10 GIORNI 

Una situazione gravissima e reiterata. E’ quella denunciata dai Rdaicali dell’associazione Mariateresa Di Lascia che tracciano un bilancio delle condizioni inumane in cui è ancora il carcere di Foggia, visitato il 24 dicembre scorso assieme al consigliere regionale  Giandiego Gatta e il rappresentante dell’Osapp, Carlo Colangelo.
Gesù bambino quest’anno è una bimba di 10 giorni che si trova nella sezione femminile del carcere di Foggia con la sua mamma, detenuta in attesa di giudizio incensurata. In una struttura con i riscaldamenti accesi solo per un’ora al giorno, senza nemmeno il bue e l’asinello. Lontano da tutto, nel silenzio e nell’indifferenza mentre tutti festeggiano il Natale” spiegano i Radicali, che denunciano nella struttura la stessa situazione già segnalata lo scorso marzo, quando in una precedente visita si erano delineate le linee di disagio sulle quali era assolutamente prioritario agire.
E’ la segretaria dell’associazione Elisabetta Tomaiuolo a spiegare le condizioni in cui versa il penitenziario in via delle Casermette: ”La situazione riscontrata non è molto diversa da quella della precedente visita di marzo 201. Stesso sovraffollamento: capienza del carcere 450 posti, detenuti presenti 680; stessa carenza di personale: 312 agenti previsti dall’organico, 294 agenti effettivi”.
Ad acuire il problema del sovraffollamento anche un altro fattore: il carcere di foggia è uno dei pochi penitenziari che sulla carta, ospita un nido; per questo è stata trasferita in questa struttura una mamma che ha dato alla luce una bambina da appena dieci giorni. Eppure la situazione è gravissima: “Ma possiamo definire una stanza con una culla malconcia, priva di qualsiasi suppellettile e genere di conforto riscaldata da una stufetta, una struttura nido? Quale società civile permetterebbe ad un’innocente di 10 giorni di vivere in queste condizioni?” denuncia ancora la Segretaria radicale.