13 febbraio 2013

AFGANISTAN : BAMBINO ABUSATO DUE VOLTE, DAI SUI CARNEFICI E DALLA GIUSTIZIA


Afghanistan, bambino in prigione per aver avuto rapporti con due uomini




In Afghanistan succede spesso che la vittima di una violenza sessuale finisca in carcere al posto del suo carnefice. E se le bambine sono protette, almeno sulla carta, dalla legge del 2009 per l’eliminazione della violenza contro le donne, per i maschietti non è previsto proprio nulla.
Così lo scorso settembre nella provincia occidentale di Herat un bambino di tredici anni è stato condannato ad un anno di riformatorio per “crimini contro la morale”, cioè per aver fatto sesso in un parco pubblico con due uomini adulti. La denuncia è di Human Rights Watch che ha chiesto al governo di Kabul, sostenuto dalle forze della Nato, di liberare immediatamente il minorenne:
“Quando un uomo fa sesso con un tredicenne il bambino è vittima di uno stupro e non un criminale. Il governo afgano non avrebbe mai dovuto rendere questo ragazzino nuovamente vittima ma invece avrebbe dovuto rilasciarlo e fornirgli subito protezione e assistenza” ha dichiarato Brad Adams, direttore di Hrw Asia.
Uno dei pubblici ministeri coinvolti nel caso ha spiegato che il bambino è stato rinviato a giudizio e condannato perché aveva dichiarato di aver consentito ad avere rapporti sessuali con diversi adulti maschi. In Afghanistan non esiste un’età per il consenso, al di sotto della quale il minore è comunque considerato vittima. E le Nazioni Unite hanno recentemente invitato tutti i Paesi membri a stabilire un’età del consenso per proteggere i bambini dagli abusi. Abusi che purtroppo accadono di frequente in Afghanistan nonostante la legge proibisca ogni relazione sessuale tra persone che non sono sposate.
Le organizzazioni umanitarie hanno documentato numerosi casi di molestia sessuale nei confronti dei ragazzini maschi attraverso una pratica conosciuta come “bacha bazi” (Giocare con i bambini in italiano) e che consiste in una sorta di spettacolo o di danza che i ragazzini fanno per una platea soltanto maschile. La tradizione nasce dal fatto che nella cultura afgana le bambine e le donne non possono ballare di fronte agli uomini. Di solito questi piccoli attori vivono con un padrone o un protettore. E spesso diventano le vittime di abusi e stupri.


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