Condanna definitiva, dieci anni di galera all’educatore-pedofilo
Prelevato a casa e scortato in carcere a Padova: per anni e anni ha approfittato del suo ruolo per costringere i ragazzi a sottostare ai suoi desideri
PADOVA. I carabinieri di Padova hanno prelevato a casa Giovanni
Piovan, 50 anni, già agli arresti domiciliari a Ponso, per scortarlo nel
carcere Due Palazzi, dove sconterà 10 anni di i reclusione per
pedofilia.
L’ordine di carcerazione è scattato dopo la sentenza definitiva di condanna emessa dalla Corte di Cassazione.
Il
cinquantenne, originario di Sant’Urbano, era salito alla ribalta della
cronaca locale nel 2009, quando la sua pedofilia venne segnalata da un
ex ospite di una casa di accoglienza gestita da Piovan. I carabinieri
cominciarono a indagare e raccolsero altre testimonianze simili, nonché
prove dei comportamenti inequivocabilmente pedofili nei confronti dei
ragazzini a lui affidati.
Condannato in primo grado nel 2011 dal
Tribunale di Padova a anni 11 e 6 mesi, oltre alla interdizione
perpetua dai pubblici uffici, Piovan aveva presentato ricorso in
Cassazione.
La Suprema Corte ha confermato la sentenza già emessa
dal Tribunale di Padova, rigettando il ricorso presentato dai legali
dell’imputato nonostante la prescrizione di alcuni capi d’imputazione,
riducendo la pena a 10 e mantenendo comunque le pene accessorie.
Piovan
gestiva 3 centri per il recupero e l’assistenza di minori a Este. Tutti
e tre erano convenzionati con l’Usl, quindi il Tribunale per
minorinenni vi faceva spesso ricorso per casi particolarmente delicati.
Qui
Pavan selezionava le sue vittime. Approfittando della sua posizione,
poi, imponeva ai ragazzini il silenzio, talvolta con regali, anche
generosi, altre volte con punizioni, privazioni e violenze.
Partendo
dalle dichiarazioni di una ragazza che, uscita dai centri nel 2007,
aveva riferti che Piovan, con sempre maggiore spavalderia, obbligava
diversi minori, tutti maschi, a dormire e fare la doccia con lui,
baciarlo, abbracciarlo, i carabinieri i sono riusciti a raccogliere le
testimonianze di 3 minori i quali, superando a fatica lo shock di quei
terribili ricordi, hanno riferito di aver subito, nel corso degli anni
della loro permanenza, le attenzioni di Piova.
Il pedofilo,
approfittando della sua posizione, li costringeva a sottostare ad abusi
di ogni sorta, cercando nel contempo di convincerli che fossero
manifestazioni del suo amore per loro. Quando i ragazzi cercavano di
ribellarsi, ma lui impediva loro di uscire, di frequentare altri amici,
di avere una vita sociale al di fuori dei centri (per tale motivo era
stato accusato anche di maltrattamenti aggravati e continuati).
Quando
si approssimavano al momento di lasciare le comunità, raggiunta la
maggiore età, Piovan cambiava atteggiamento, diventando affettuoso e
premuroso e regalando loro cellulari nuovi o addirittura, in un caso, un
motorino. Cercava quindi, pur interrompendo quasi completamente i
contatti fisici, di non perdere il rapporto con i giovani,
coinvolgendoli in attività varie e tenendoli sempre, in qualche modo,
sotto controllo.
Piovan era stato arrestato una prima volta nel
2007.Ad aggravare successivamente la sua posizione è intervenuta anche
la denuncia di un ulteriore ragazzo, vittima di decine di episodi di
violenza quando era minore e ospite di una delle strutture: il
procedimento è ancora aperto, anche se Piovan è stato recentemente
condannato in primo grado a oltre 7 anni di reclusione.

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